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Campionati Europei Master di Nuoto di Roma, Claudio Tomasi soddisfatto del successo dell’evento!

“Era importante offrire un Campionato vivibile e non una sofferenza, non volevamo ripetere errori visti in passato in altri eventi”, il General Manager dei Campionati spiega anche perché di alcune scelte

I Campionati Europei Master di Nuoto di Roma che si sono conclusi domenica scorsa, sono stati uno dei più bei Campionati Europei mai disputati per una serie di aspetti ed è un dato oggettivo, ma che emerge soprattutto dagli atleti che hanno partecipato all’evento.

La vivibilità dell’evento, con sessioni gara di poche ore, hanno lasciato spazio agli atleti di fare anche altro oltre la competizione, anziché entrare in piscina per competere in orari proibitivi.

Questo ha significato, per chi arrivava da altri Paesi, così come per gli italiani, vivere Roma e ciò che offre la capitale, affrontare la competizione con spensieratezza, senza stress, senza file e senza lunghe attese.

Una condizione ideale per vivere un evento di tale portata, ma anche per poter ottenere il meglio dalla propria prestazione.

In più, forse per la prima volta, tutte le infrastrutture, allestimenti e organizzazione impiegati per i Campionati Europei di Nuoto d’Élite, sono state veramente impiegate anche per i Master.

Questo è un passaggio molto importante, perché nelle precedenti edizioni dei Campionati Europei, ma anche Mondiali, la tanto pubblicizzata formula “I Master potranno godere della stessa organizzazione e campi gara utilizzati per gli Élite”, è sempre stata vera soltanto parzialmente.

All’entrata in scena dei Master, infatti, sono sempre variati alcuni aspetti, estetici degli impianti e soprattutto organizzativi, mentre a Roma si è vissuto veramente un evento pari a quello degli Élite.

Dalla cerimonia di premiazione, assolutamente in linea con quella dei big, con tanto di mascotte dell’evento presente alla foto ufficiale, agli impianti che non sono stati cambiati in alcun modo negli allestimenti della piscina, fino alla diretta streaming.

La qualità delle riprese, il commento e le grafiche utilizzate per la trasmissione delle gare, è stato qualcosa di assolutamente pari a quanto visto per gli Élite.

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Abbiamo insistito molto sul mantenere quanto più possibile l’organizzazione, le infrastrutture e tuti gli altri aspetti dell’evento degli Élite anche per i Master – ha affermato Claudio Tomasi, General Manager dell’organizzazione dei Campionati Europei Mater di Nuoto di Roma – Abbiamo fatto degli adattamenti inevitabili, come l’utilizzo delle scalette in vasca, indispensabili per alcuni atleti e devo dire che sono state montate soltanto due giorni prima dell’inizio gare.

Questo è stato possibile anche perché abbiamo scelto dei collaboratori come competition manager affidabili e competenti, le persone giuste al posto giusto: parlo dei vari Massimo Giuliani, Nicola Marconi, Roberto Migliori e Laura de Renzis, tutti pezzi da 90. In più sono stati affiancati dagli operation manager che conoscono il mondo Master da vicino”

Ho notato addirittura il Presidente Paolo Barelli alle premiazioni. Non ricordo cerimonie di premiazioni Master fatte come quelle organizzate a Roma e non ricordo in nessun caso la presenza del presidente della Federazione che ospitava l’evento, presenziare alle premiazioni.

Infatti è stata la prima volta che un Presidente di Federazione presenziasse alle premiazioni dei Master – spiega Claudio Tomasi – Ha partecipato alle premiazioni dei 100 stile libero ed è stato presente a Ostia. È stato molto soddisfatto di come è stato organizzato l’evento.

Un altro elemento da evidenziare è stata la gestione degli impianti in piena sintonia con l’organizzazione. A Pietralata, che era considerato un impianto “secondario”, è andato tutto molto bene. Una delle più grandi soddisfazioni per me, è stata sentirmi dire da un atleta “È stato come aver messo un bambino dentro Disneyland” e questo dice tutto di come si sia vissuto l’evento. È stato un vero gioco di squadra.

Da atleta ho vissuto diversi Campionati e non volevo si ripetessero in alcun modo gli errori del passato. Per me era indispensabile che gli atleti partecipanti potessero sentirsi liberi di andare a mangiare fuori la sera in orari decenti, anziché gareggiare fino a mezzanotte ad esempio e che potessero vivere la città di Roma.

Questo ha significato avere costi di organizzazione maggiori, ma doveva essere un Campionato vivibile e non una sofferenza”

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Hai nominato Pietralata, per la quale è da sottolineare il modo in cui avete organizzato il collegamento con il Foro Italico.

Si, avevamo una navetta che accompagnava gli atleti da una parte all’altra e vice versa. Erano almeno cinque autobus sempre disponibili per gli atleti dalla mattina a conclusione di giornata”

Alla vigilia sono stati molto criticati i costi di partecipazione e peccato che alla fine un evento di una qualità organizzativa così alta, non abbia raccolto i numeri che meritava.

È difficile secondo me comprendere una persona pronta a spendere 350 euro per un costume gara, ma che critica una spesa di 200 euro per fare tre gare ai Campionati Europei, ma in ogni caso non credo che l’aspetto economico sia stato determinante per i numeri di partecipazione.

Non ci aspettavamo certi numeri fin dal primo momento, perché sapevamo che per i Master, soprattutto in Italia, non è facile allenarsi ad agosto e questo ha sicuramente inciso sulle iscrizioni. In ogni caso ci aspettavamo soltanto un 20% in più, non una grande differenza rispetto a quanto registrato.

Con gli atleti con cui ho avuto modo di confrontarmi, è emersa soddisfazione per quanto vissuto ed è stata ritenuta ben giustificata la spesa pagata per la partecipazione a un evento del genere”

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foto: Silvia Fava
Campionati Europei Master di Nuoto di Roma, Claudio Tomasi soddisfatto del successo dell’evento!

Una domanda a furor di popolo: dopo aver visto i numeri definitivi, non sarebbe stato possibile organizzare l’intero evento sull’unica vasca del Foro Italico?

La risposta è semplice: quando definisci gli impianti e il calendario, sei ad almeno a sei o sette mesi prima che vengano definiti i costi e le modalità di partecipazione, quindi la programmazione era mirata indubbiamente a contenere numeri più alti di quelli ottenuti.

Questo però ci ha consentito di dare la possibilità agli atleti di competere uno per corsia negli 800 stile libero, che complessivamente sono durati circa 11 ore tra maschi e femmine. La stessa cosa più o meno vale per i 400 stile libero, che a Londra 2016 ad esempio, vennero disputati con due atleti per corsia.

Modificare il programma, anche solo per alcune giornate, per utilizzare una sola vasca? Per farlo avremmo dovuto comunicare il cambiamento in corso d’opera agli atleti con un’e-mail e se ne è discusso con la LEN soprattutto per i 100 stile libero ad esempio.

Ci siamo però posti una domanda: se anche soltanto dieci atleti non leggono la mail di comunicazione, gli roviniamo un Campionato.

In più, fare una cosa del genere avrebbe comportato finire l’ultima giornata alle 15:00 circa e questo avrebbe potuto comportare un problema per i rientri a casa pianificati dagli atleti.

Non sarebbe stata la migliore scelta. Per noi era importante non ripetere gli stessi errori visti in manifestazioni internazionali precedenti”

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foto: Silvia Fava

Qualcos’altro in particolare da sottolineare?

Il gioco di squadra da parte di tutti, dai volontari, ai vari responsabili, siamo sempre stati tutti allineati. E poi l’aver scelto le persone giuste per coordinare le varie discipline acquatiche. Questi due aspetti in particolare hanno fatto la differenza e mi sono piaciuti molto”

In definitiva, questo Europeo è stato un successo?

Assolutamente si e faccio un altro esempio a proposito. A conclusione dell’ultima giornata, lo staff dell’organizzazione e i volontari si sono tuffati in vasca per una staffetta per festeggiare la conclusione dell’evento.

La vasca è rimasta poi aperta in attesa di chiudere del tutto l’evento e ci sono stati Master che sono scesi sul piano vasca per tuffarsi e festeggiare anche loro.

Abbiamo dovuto chiedere agli atleti di uscire dall’acqua più volte per poter chiudere l’impianto ed è stata una soddisfazione, perchè quando una persona non vuole andar via da un evento, vuol dire che si è veramente divertita”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine