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Foto: Mirko Aretini

Alessandro Veletta si arrende allo Stretto di Messina

Non riesce l’impresa di attraversarlo nuotando a delfino, ma la vera impresa era l’attività di beneficenza legata all’evento, “Sono contento per il fine raggiunto”

Alessandro Veletta ha dovuto arrendersi all’idea di attraversare lo Stretto di Messina nuotando esclusivamente a delfino, obiettivo che si era posto addirittura in formato doppio!

Il traguardo che si era infatti prefissato il 42enne siciliano che però vive in Svizzera da tanti anni, animatore radiofonico e tenore e baritono, era nuotare lo Stretto di Messina a delfino per due volte, andata e ritorno.

Il mare però non era nella giornata ideale per accettare una impresa così ardua e lo ha rispedito al mittente: le correnti particolarmente intense, hanno influito in maniera decisiva nel tentativo di Alessandro, che ha dovuto arrendersi poco dopo metà impresa.

Sono partito da Torre Faro e dopo un’ora stavo viaggiando bene, ma via via mi sono ritrovato a combattere contro un mare ostile, che mi ha spinto lontano circa tre chilometri dal punto di arrivo della traversata di andata – spiega Alessandro – In un modo o nell’altro sono arrivato all’atra estremità dello Stretto di Messina, ma avevo già nuotato per quasi sei chilometri contro i tre preventivati e nella nuotata di ritorno, dopo tre ore di nuoto a delfino, mi sono dovuto arrendere al mare.

Continuavo a nuotare e sarei potuto andare avanti anche tutta la giornata, ma senza arrivare dall’altra parte, perché il mare era come un tapis roulant”

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Foto: Mirko Aretini

L’impresa sportiva non è stata dunque completata, ma quella più importante, per la quale Alessandro non si era cimentato, è stata messa a segno.

Ho nuotato e lottato contro lo Stretto per tre ore e nel mio cuore la traversata è come se l’avessi fatta – aggiunge Alessandro – Sono felice, perché non bisogna andare oltre i nostri limiti.

Bisogna essere consapevoli e rispettare il mare. Adesso voglio ancora più bene allo Stretto di Messina: soltanto chi lo vive può immaginare che cosa è lo Stretto, fa conoscere molto te stesso. Io ho dato il massimo, ma quando dai il massimo e le cose vanno diversamente non puoi farci niente”

Nell’occasione di questa impresa, Alessandro ha promosso una raccolta fondi in favore dell’Associazione Franca, attiva nella promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

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Abbiamo al momento in corso un progetto che riguarda i minori non accompagnati, molti dei quali arrivano in Sicilia, a Catania, in uno dei centri rifugiati che è uno dei più grandi in Europa – spiega Francesco Lombardo, presidente dell’associazione e in barca a seguire Alessandro Veletta sulle onde dello Stretto – Abbiamo colto l’occasione anche per promuovere la nostra attività”

La filosofia di Alessandro e il suo approccio restano un esempio per i bambini e anche per gli adulti: in una società che va molto velocemente e dove praticamente tutto è semplice e scontato, ci dimostra che per raggiungere un obiettivo bisogna comunque lavorare bene, lavorare, sudare.

Oltre che aiutare l’Associazione Franca, l’impresa di Veletta aveva anche lo scopo di sensibilizzare contro la dispersione delle plastiche e microplastiche nei mari e nei corsi d’acqua.

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Foto: Mirko Aretini
Alessandro Veletta si arrende allo Stretto di Messina

Ho lottato contro Scilla e Cariddi per 3 ore facendo 7km nello stretto di Messina contro corrente molto più forti del solito – scrive Alessandro sui suoi canali social – Il traguardo dell’impresa è comunque raggiunto, ma la natura va sempre rispettata anche nei suoi stravolgimenti. Dopo 3 ore ho dovuto farmi da parte e ringraziare il mare perché è stata la cornice perfetta per questa impresa. Quando guarderete il Documentario capirete che mostro ho dovuto combattere. È stato mortale!”

Archiviato lo Stretto, è già tempo di porsi un nuovo obiettivo:

Il prossimo progetto è in fase embrionale: nuoterò per un’associazione creata da Rosy Nervi, volto noto della Rsi, e altre due persone, Il Diritto di splendere – spiega Alessandro – Si occupano di persone, soprattutto donne che, ad esempio, per un tumore al seno, subiscono gli effetti collaterali estetici della chemioterapia: vengono coinvolti professionisti che si occupano della calvizie, del make-up, oppure dei tatuaggi per coprire le cicatrici o, ad esempio, in caso di ricostruzione del seno dopo un’asportazione, vengono interessati dei tatuatori professionisti e certificati che ricreano il capezzolo.

Insomma, si dà a queste persone il diritto di splendere. Per aiutare loro, il prossimo anno dovrei nuotare per 21km in stile libero da Agno a Paradiso, nel Ticino”

Chiunque può contribuire con una donazione all’Associazione Franca:

Banca Raiffeisen Bellinzonese e Visagno
6501 – Bellinzona
IBAN: CH3280387000004169947

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine