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Lo sport non è mai un fallimento, anche quando una stagione non va come speravi

È sbagliato chiedersi se una stagione sia stata fallimentare, perché il nuoto e qualsiasi altro sport è fatto di tappe e a volte è importante anche perdere

Lo sport agonistico competitivo è un mondo che si regge su equilibri sempre precari, perché troppi fattori esterni possono condizionare il percorso di un atleta.

Quando ci avviamo verso la fine della stagione, complice le abitudini della società in cui viviamo, quasi ci si sente in dovere di fare un bilancio e stabilire se la stagione che sta per concludersi è stata un successo, o è stata solo accettabile, o peggio ancora un fallimento.

Ed è soprattutto per chi va a chiudere una stagione non positiva che arrivano i punti di domanda, quelli forti, ed è difficile distaccarsi dall’idea di tirare le somme, perché chi vive il mondo dello sport tutti i giorni e si allena tutto l’anno per raggiungere determinati risultati, sente l’esigenza di correggere la rotta in un modo o nell’altro se questi non arrivano.

Capita quindi di andare a ripercorrere tutti quelli che sono stati gli appuntamenti importanti della stagione dello sport praticato, nel nostro caso il nuoto, in cui si era chiamati a dare il meglio per tentare di tagliare il traguardo che si era fissato nel percorso degli obiettivi da raggiungere durante l’anno.

Poi si analizzano i parametri di contorno: l’ambiente, l’allenatore, gli studi, le difficoltà causate da fattori esterni non preventivate e si cercano i motivi del perché le cose non hanno girato come dovevano.

Se la stagione non porta i risultati sperati, correggere la rotta va bene, ma farsi troppe domande e definire la stagione un fallimento è sbagliato.

Lo sport non è mai un fallimento ed ecco perché è sbagliato definire una stagione fallimentare

Lo sport è molto semplice, anche se a volte viene reso difficile ed è perfettamente paragonabile ad altri contesti, come ad esempio quello lavorativo.

Ogni anno si lavora duramente, dietro una scrivania, dietro un bancone di un bar o in una fabbrica, ma è plausibile pensare che un lavoratore riceva una promozione ogni anno?

La promozione di ruolo è soltanto un esempio, ma ogni anno si lavora per ottenere un obiettivo, che possa essere semplicemente quello di permettere alla propria famiglia di vivere meglio, o ancora organizzare la vacanza tanto ambita e sognata, acquistare una nuova auto, o una casa.

Ma è plausibile pensare che ogni anno ogni lavoratore possa arrivare a raggiungere gli obiettivi che si era predisposto?

La risposta più coerente con la realtà è probabilmente no, ma se alla fine non arrivano quei determinati obiettivi tanto ambiti, non vuol dire che l’annata di lavoro sia stata fallimentare.

La strada per il successo è fatta di tappe e di… insuccessi!

La strada per il successo è fatta di numerose tappe, cambi di direzione, scelte, eventi che condizionano il proprio cammino, nel bene e nel male.

Federica Pellegrini è l’emblema del nuoto italiano e ha disputato ben cinque Olimpiadi, un traguardo che pochi nuotatori riescono a tagliare.

Oggi è considerata una degli atleti più importanti di sempre e non solo nel nuoto, ma nello sport in generale.

Eppure, delle cinque Olimpiadi disputate, Federica Pellegrini ha vinto medaglie solo in due edizioni: Atene 2004 e Pechino 2008.

E questo cosa dovrebbe significare? Che Federica Pellegrini avrebbe fallito nelle edizioni di Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2020?

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Quando nello sport non si vince, non si va incontro a un fallimento, perché lo sport è un percorso lungo e impegnativo, ricco di tappe che portano ogni singolo individuo a diventare l’atleta che è.

Il problema è che è la domanda che ci si pone che è sbagliata. È sbagliato chiedersi se la stagione sia stata fallimentare o meno.

Non esiste il fallimento nello sport: ci sono giorni buoni e giorni meno buoni e in alcuni si è in grado di ottenere il successo, mentre in altri no.

Alcune volte è il tuo momento, altre volte no. In altre occasioni vincono anche gli altri ed è proprio questo lo sport: non vinci sempre tu, non sei obbligato a vincere, si può anche perdere e quando perdi tu c’è comunque qualcun altro che vince.

E se in questa stagione non sono arrivati i risultati che speravi, vuol dire che non era la tua stagione, che altri hanno avuto migliori condizioni da poter sfruttare a proprio vantaggio per ottenere il successo, o che più semplicemente si sono impegnati di più, o ancora che sono stati più bravi.

Lo sport è fatto di successi e di insuccessi, ma nessuna stagione può essere mai definita fallimentare e la sconfitta è talvolta necessaria per raggiungere il successo.

Tutto questo dovrebbe essere ben noto a tutti, ma poche settimane fa lo ha ricordato Giannis Antetokounmpo, cestista greco che gioca in NBA, attraverso bellissime parole dette in risposta a un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse della sua stagione fallimentare.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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