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Campionati Italiani Assoluti Paralimpici invernali 2014, la parola ai tecnici.

Campionati Italiani Assoluti Paralimpici invernali 2014, la parola ai tecnici.
Como è stato un passo in avanti importante, adesso bisogna monitorare.

Campio0nati_Italiani_Paralimpici_Invernali_2014_00

di Paco Clienti
A due giorni dalla conclusione dell’evento, riecheggia ancora il dolce suono del successo, riscontrato sotto tutti gli aspetti, degli VIII Campionati Italiani Assoluti Paralimpici invernali, organizzati dalla società Brianza Silvia Tremolada in collaborazione con la Ice Club Como, disputati sabato 22 e domenica 23 febbraio presso la piscina olimpionica Muggiò di Como con la partecipazione di circa 150 atleti.
L’evento, il primo della stagione 2014 di nuoto paralimpico, seguito sul posto dallo staff di Swim4life in qualità di media partner ufficiale della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, ha dato le prime indicazioni sul percorso che porterà agli Europei di Eindhoven che si terranno dal 4 al 10 agosto 2014.
Entusiasti i tecnici federali che non hanno nascosto i loro obiettivi e le loro speranze sulla scia degli ottimi risultati ottenuti nella scorsa stagione. «Il fatto che quasi la metà dei 24 Record Italiani fatti in questi Campionati siano stati registrati da atleti non appartenenti al giro della nazionale, è un dato esaltante» – ha affermato Federica Fornasiero, referente classi S11-S13.

Quasi 800 atleti tesserati, 67 licenze internazionali IPC, la prima partecipazione ufficiale al Trofeo Settecolli, i grandi risultati dei Mondiali di Montrèal con 2 ori, 4 argenti e 3 bronzi, in effetti i numeri del 2013 parlano chiaro, il nuoto paralimpico continua la sua fase di decollo verso altissime vette. Cosa diventa importantissimo per il settore in questa fase?

Campio0nati_Italiani_Paralimpici_Invernali_2014_03«Sono tutti dati entusiasmanti ai quali ne aggiungo altri – ha risposto Enzo Allocco, Tecnico della Nazionale Azzurra referente classi S1 – S10, in esclusiva per Swim4life – rispetto a qualche anno fa, ad oggi abbiamo un numero maggiore di atleti che rientrano tra i primi otto posti nella ranking mondiale. Quindi oltre all’aspetto quantitativo, c’è anche un aspetto qualitativo che rappresenta la crescita del movimento. Il percorso è naturale, avviata l’evoluzione del settore attraverso uno sviluppo di massa, adesso bisognerà monitorare e controllare, soprattutto quegli atleti che hanno determinate qualità prestative a livello mondiale. Oggi possiamo affermare che non prendiamo parte alle competizioni internazionali solo per partecipare, ma per arrivare al podio! Sono in moto importanti progetti, risorse e finanziamenti e serve avere le giuste capacità di seguire questa evoluzione e non di osservarla soltanto.»

Oggi la FINP continua ad investire sia sul presente che sul futuro ed il Trofeo “Futuri Campioni” che si chiuderà con i campionati giovanili ad aprile ed i nuovi 4 Centri di Formazione FINP avviati nel 2013, per un totale di 9 Centri in tutta Italia, sono solo alcune delle prove che l’Italia del nuoto paralimpico ha ambiziosi traguardi che vuole raggiungere al più presto. Quali sono gli obiettivi da qui al 2020, passando per due Olimpiadi?
«Senz’altro c’è da fare un grande riconoscimento alla FINP per quanto riguarda i progetti già avviati – afferma ancora Enzo Allocco – Il Circuito “Futuri Campioni” è lo strumento che consentirà al movimento paralimpico di avere sempre più partecipanti alle fasi regionali e soprattutto più partecipazione di giovani. Il movimento paralimpico italiano manca appunto del coinvolgimento dei giovani che spesso si avvicinano all’attività competitiva in tarda età. La scelta di utilizzare anche le manifestazioni FIN che sono sicuramente più diffuse a livello locale rispetto a quelle FINP, per consentire e favorire l’attività paralimpica giovanile, si tradurrà senza dubbio in una grossa opportunità di aumentare l’esperienza competitiva di tanti giovani atleti. Allo stesso tempo sarà una reale opportunità per far emergere futuri campioni, come per l’appunto si chiama il circuito.»

Campio0nati_Italiani_Paralimpici_Invernali_2014_02Questa ottava edizione dei Campionati Italiani Invernali è la prima prova nazionale della stagione per gli atleti marcati FINP ed è il primo esame per valutare la spedizione da comporre per il meeting internazionale di Berlino che si disputerà dal 24 al 27 aprile che sarà anch’esso, così come i Campionati Italiani, banco di prova per gli Europei di Eindhoven. Cosa si auspica lo staff tecnico della nazionale per la strada da percorrere da oggi a luglio per l’Olanda?
«Onestamente mi basterebbe che ci fosse un miglioramento come già visto in questo primo evento del 2014 ha affermato Riccardo Vernole, Coordinatore Tecnico della Nazionale Azzurra, in esclusiva per Swim4life – Abbiamo già individuato delle prestazioni importanti, dei Record Italiani, ma soprattutto prestazioni che migliorano la ranking mondiale già buona di alcuni atleti. Adesso ci riuniremo per valutare le prestazioni dei singoli atleti di interesse nazionale, perché dobbiamo essere già pronti per capire su quali gare puntare per questi Europei.»

Siamo appena all’inizio della stagione, ma dopo i successi dei Mondiali di Montrèal, cosa ti aspetti da questa Italia per gli Europei?
«Non mi sono mai nascosto, anche prima dei Mondiali di Montrèal – risponde ancora Vernole – Ovviamente non siamo ancora a conoscenza degli eventuali nuovi atleti che emergeranno nel circuito Paralimpico di questa stagione, ma le prospettive sono buone. Anche il ritorno della Camellini è importante, ho parlato con la ragazza che è molto motivata ed ovviamente anche lei pensa ad un Europeo che non sia solo di passaggio per i Mondiali 2015 e le Paralimpiadi di Rio 2016, quindi già il vederla in vasca con l’obiettivo dei Campionati Europei, mi fa ben sperare e sarebbe la ciliegina sulla torta di quella che potrebbe essere la composizione di atleti più importante degli ultimi anni, a prescindere da quelli che saranno poi i risultati.»

Come trovi la scelta di Eindhoven come sede dei prossimi Europei? Ad un certo punto si è pensato che si potessero fare anche in Italia.
«Dal punto di vista personale, come tecnico, la scelta dell’Italia sarebbe stata un’ottima occasione per fare delle convocazioni allargate anche sul settore giovanile ed avrei pensato anche ad una convocazione molto corposa con oltre 30 atleti  – prosegue Vernole – Eindhoven ci da però una garanzia su quello che è un campo gara a noi molto caro, già collaudato in occasione dei Mondiali IPC Swimming e in occasione di una gara FINA in vasca corta. È una vasca che secondo me, rispetto a Montrèal, potrà stimolare ancora di più gli atleti ai blocchi di partenza.»

Il 2° Workshop Tecnico Nazionale per i tecnici brevettati FINP, organizzato a cura dello staff tecnico nazionale FINP, è un’altra prova tangibile dell’impegno che tutte le persone che fanno parte di questo settore, si stanno facendo carico affinchè si possa crescere insieme.
«Sono contento perché per noi era un’occasione importante per presentare tre settori del nostro movimento paralimpico – ha spiegato Vernole – Uno è quello delle classificazioni, con il dott. Perna che speriamo possa continuare questo percorso importante come classificatore internazionale, perché sarà un punto di riferimento per il sistema di classificazioni in Italia, per i classificatori italiani ed ovviamente potrebbe darci una valenza maggiore dal punto di vista delle classificazioni internazionali.»

Campio0nati_Italiani_Paralimpici_Invernali_2014_01Può anche fare la differenza.
«Deve fare la differenza, questo è il mio obiettivo, quindi punto molto sulle qualità professionali, ma anche caratteriali del dott. Perna. L’altro argomento riguardava quello dell’analisi delle nuotate e dei test che faremo su atleti di alto livello e quindi inizieremo un percorso dal punto di vista di quello che è l’intervento diretto della Federazione sugli atleti top level. Infine con il mio intervento ho cercato di chiarire le difficoltà sull’individuare la migliore formazione da allestire per una spedizione internazionale. Troppo spesso ci sono leggende metropolitane sulle potenzialità di un atleta per poter arrivare ad una Paralimpiade, un Mondiale o un Europeo. Sia che abbia creato un minimo di chiarezza, o che abbia fatto ancora più confusione, ho comunque ottenuto il risultato finale, nel senso che se sono riuscito ad essere chiaro, mi fa piacere e sono molto contento, ma se non ci fossi riuscito, ho fatto almeno comprendere quanto sia difficile e complesso il nostro movimento dal punto di vista gestionale. Voglio aggiungere che è impressionante l’impegno, sia del mio staff che degli allenatori delle varie società sportive, per la crescita del movimento paralimpico. I risultati in vasca si ottengono solo se c’è un binomio allenatori-atleti con il contributo della società. A differenza del mondo FIN, ho notato che spesso le prestazioni di un atleta FINP, sono elevate quando ha la fortuna di avere una struttura buona dove allenarsi ed un allenatore o più allenatori che comprendono l’importanza di allenare un atleta disabile paralimpico, dedicando anima e corpo a questa mission. Posso affermare, senza essere smentito, che se negli atleti top level della FIN, come la Pellegrini o Scozzoli che sono tra i primi tre al mondo, l’intervento da parte degli allenatori deve essere maniacale per raggiungere tale risultato, nel nostro settore, anche a livello inferiore, ovvero anche per atleti che sono “solo” tra i primi dieci al mondo, bisogna lavorare in maniera professionale e soprattutto con un rapporto uno a uno. Dove c’è stato questo tipo di intervento, si sono ottenuti dei risultati. Dove purtroppo non è stato possibile applicare questo modello o non è stato capito che fosse necessario applicarlo, abbiamo perso degli atleti interessanti che potenzialmente potevano ottenere grandi risultati.»

Vernole conclude l’intervento con un’ultima battuta sull’organizzazione di questi Campionati.
«Organizzati in maniera veloce e tecnicamente perfetta. È bello vedere che nonostante la criticità dal punto di vista delle tempistiche, è andato tutto in maniera ottimale, un salto in avanti rispetto a qualche anno fa. Di riflesso anche la Federazione, oltre che le società organizzatrice, ne guadagnano in immagine.»

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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