Lo strano caso di Georgiana Bazdoaca.

Troppi dubbi sulla sua classificazione di disabilità e il sogno del mondiale di Glasgow si è trasformato per lei in un incubo.

Di Georgiana Victoria Bazdoaca ne avevamo parlato già nell’intervista pubblicata un paio di mesi fa nella quale eravamo andati a raccontare le sue “disavventure” con le classificazioni che in questi anni le avevano creato non poche difficoltà. Georgiana ha limiti di funzionalità alle articolazioni degli arti inferiori dovuti sia all’ipotomia muscolare di cui soffre da quando aveva sei mesi che da molte altre patologie permanenti o progressive che le causano grosse disabilità, tra cui alcuni problemi neuronali, una doppia displasia dell’anca, la scoliosi, l’insufficienza funzionale alle gambe e problemi ortopedici che non la rendono autonoma. Inoltre soffre di un’acuta scoliosi che peggiora giorno dopo giorno e che le sta consumando le vertebre.

Poco prima delle Paralimpiadi del 2012 Georgiana ha passato la sua prima classificazione internazionale a Sheffield dove le assegnarono la classe di disabilità S8, SM8 ed SB7 anziché la S7 dalla quale proveniva. Avendo però una malattia progressiva, la classificazione di Georgiana non fu data come permanente ma rivedibile nel 2015. Intanto a gennaio 2013 l’IPC Swimming rivede il regolamento e sancisce che l’ipotonia muscolare (problema che può essere causato anche da varie sindromi come Ehlers Danlos o Down) rende l’atleta non eleggibile e quindi non classificabile come disabile per lo sport con la conseguenza di non poter prendere parte alle competizioni, a meno che non abbia altre patologie per cui possa essere classificato. In conseguenza a questa nuova normativa, il caso di Georgiana diventa stranamente un rebus per i classificatori della IPC Swimming che alle classificazioni svolte a Napoli durante i Campionati Italiani Assoluti Paralimpici invernali decidono di sospenderla dall’attività!

Una doccia fredda per Georgiana che nel nuoto trova non solo una valvola di sfogo e una fuga dalla quotidianità, ma una vera e propria ragione di vita. Dopo mesi in cui la ragazza brancola nel buio, l’IPC Swimming decide di farla rientrare in quanto dubbiosa sulle proprie decisioni, rimandando l’atleta rumena ad una ulteriore visita di classificazione da fare eventualmente ai Mondiali di Nuoto Paralimpico che si stanno svolgendo a Glasgow proprio in questi giorni. Georgiana rinasce e nonostante il periodo di fermo e le numerose difficoltà riscontrare per problemi di salute, riesce a mantenere altissimo l’impegno negli allenamenti sacrificando tanto del suo tempo per recuperare il terreno perso, riuscendo infine nell’impresa di nuotare i tempi limite per partecipare ai tanto ambiti Mondiali! Georgiana si prepara alla partenza per la Scozia piena di entusiasmo ma anche con un pizzico di timore per la classificazione che dovrà fare.

Sabato 11 luglio Georgiana è andata davanti alla commissione esaminatrice che a seguito della visita medica specialistica l’avrebbe trovata migliorata, sia fuori che dentro l’acqua, assegnandole una classe di disabilità per lei peggiorativa, ovvero la S8 e su tutte le specialità, anche sulla rana che è lo stile prediletto da Georgiana. A tal proposito è bene specificare le differenze tra le due classi di disabilità relative al caso di Georgiana relativamente alla rana:

La classe SB7 identifica quei nuotatori che hanno perso entrambe le mani o braccia oltre agli atleti con severe restrizioni alle articolazioni degli arti inferiori. È proprio il caso di Georgiana che soffre di gravi restrizioni alle articolazioni degli arti inferiori che non le consentono di stare in piedi per molto tempo e di non poter percorrere lunghi tratti senza l’ausilio della carrozzina.

La classe SB8 invece identifica gli atletiche presentano restrizioni congiunte in una gamba, amputazioni doppie sotto al ginocchio o amputazioni di una gamba.

Nonostante l’evidenza del caso di Georgiana, le è stata assegnata la classe di disabilità SB8. A causa della decisione presa dai classificatori dell’IPC Swimming, martedì Georgiana non ha più potuto gareggiare nei suoi 100 rana SB7 per cui si era allenata duramente e che forse le avrebbero dato la gioia di giocare la finale. Purtroppo non ha potuto concorrere nemmeno nei 100 rana di classe SB8 in quanto in quella classe non deteneva più i tempi limite di accesso per disputare i Mondiali e quindi ha dovuto guardare le gare dalle tribune! Un vero incubo per la ragazza che era andata a Glasgow vivendo quello che per lei doveva essere un sogno.

Ma da questo momento in poi la storia assume un grado di assurdità anche maggiore perché il giorno successivo, subito dopo le batterie dei 200 misti nei quali Georgiana ha gareggiato, il classificatore tecnico della IPC Swimming comunica all’atleta rumena ed al suo allenatore che dopo averla vista in gara, avevano deciso di riassegnarle la classe di disabilità SB7 (rana) mentre per gli altri stili restava una S8! In altre parole, è ritornata S8, SB7 ed SM8 come lo era in origine!

I documenti e i test medici che l’atleta ha eseguito e consegnato alla commissione esaminatrice evidenziano che la sua situazione è in continuo peggioramento ed è impossibile che migliori a meno di un miracolo. Non si riesce a comprendere per quali motivi i classificatori sono stati così incerti nel valutare il caso di Georgiana e per quale motivo hanno agito in questa maniera senza considerare accuratamente le conseguenze.
Questa storia ha demoralizzato non poco Georgiana che lotta contro questa indecisione degli esaminatori della IPC Swimming ormai da febbraio.

Georgiana Victoria Bazdoaca-intervista Swim4Life-03«Con ogni giorno che passa sento di trovare sempre più difficoltà in molte cose che faccio che prima mi venivano più facili e così è anche nel nuoto – ha affermato Georgiana raggiunta telefonicamente a Glasgow – La mia posizione in acqua è cambiata tantissimo in peggio dal 2012 ad oggi. Uno dei classificatori so che si è scusato per il disaggio che mi hanno arrecato ma sinceramente le sue scuse non servono a nulla. Nessuno mi ridarà la possibilità di provare l’emozione di gareggiare la finale dei miei 100 rana ai Mondiali!»

La nazionale della Romania e Georgiana hanno presentato ricorso perché secondo loro la commissione non avrebbe tenuto conto della malattia progressiva della ragazza, chiedendo così un secondo pannel per la classe 8. Dopo la prima decisione della commissione esaminatrice, l’atleta ha 15 minuti di tempo per presentare ricorso scritto, pagando una spesa di 150 euro in contanti. Alla commissione esaminatrice sono bastati invece due minuti per rigettarlo!

Domenica Georgiana gareggerà nei 50 stile libero dove cercherà di dare il meglio di se anche se con la testa ormai non ci sta più.

«Dopo questi mondiali tornerò a casa e non lo so che decisione prenderò – ha affermato Georgiana – Non voglio decidere adesso perché mi potrei pentire ma devo stare un pò fuori dall’acqua per calmarmi e riordinare le idee per il futuro. Il 29 luglio ho un esame e fino ad allora studierò e mi concentrerò solo su quello anche se la mia sensazione è che abbandonerò il nuoto che tanto amo, almeno fino a quando non cambierà qualcosa alla IPC Swimming. Sono contenta di avere la Federazione Rumena vicina. Mi ha sostenuta fino all’ultimo anche per presentare il ricorso.»

Il Nuoto Paralimpico si è evoluto tantissimo in questi ultimi cinque anni. Il passo di crescita del settore e dei casi da analizzare è stato molto ampio, forse troppo in un tempo molto breve che non ha dato modo all’IPC Swimming di organizzarsi in maniera adeguata perché di casi analoghi a quello di Georgiana ce ne sono tanti. Analizzare un atleta e classificarlo in base alle sue disabilità non è una cosa facile ma probabilmente al parere medico dovrebbe essere affiancato in maniera più decisiva un parere di un tecnico che sappia bene cosa voglia dire nuotare e compiere determinati gesti atletici per realizzare la nuotata di un determinato stile di gara.

Ci auguriamo che lo strano caso di Georgiana Victoria Bazdoaca possa essere lo spunto di riflessione determinate a far si che qualcosa possa cambiare all’interno dell’organizzazione della IPC Swimming che ha il dovere e la responsabilità di decidere non solo del percorso sportivo di un atleta ma talvolta anche della sia vita considerando le ripercussioni psicologiche che l’atleta può subire in conseguenza a determinate decisioni.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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