Emanuela Romano apre una finestra per i Master alle Paralimpiadi di Rio!

L’atleta partenopea tiene a salutare la squadra Master della Nuotatori Campani con la quale talvolta gareggia, trovando ulteriori preziosi spunti di confronto tra i normodotati. Ed il Tecnico Azzurro e suo allenatore Enzo Allocco non nasconde l’entusiasmo, guardando positivamente la resto della competizione

Il Nuoto Paralimpico è un settore in costante crescita, lo abbiamo detto svariate volte negli ultimi tre anni in cui il movimento dedicato agli atleti disabili è aumentato visibilmente in maniera esponenziale, grazie ad un lavoro molto attento e che guarda al futuro da parte della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico.
Il Circuito Futuri Campioni che mette in competizione i giovanissimi per tutta la stagione ne è una prova tangibile, i Campionati italiani in Acque Libere che si svolgono da soli tre anni ne è un’altra, così come i Campionati Italiani Master in vasca, proposti quest’anno per la prima volta e che hanno riscontrato il successo che la FINP ricercava, ovvero nuovi atleti disabili interessati a partecipare alle gare.

Ma la FINP lavora su diversi fronti per incentivare e migliorare il movimento di suoi atleti, anche attraverso la formazione di allenatori e quella molto preziosa di tecnici specializzati alla classificazione di disabilità degli atleti, parametro che fa la differenza soprattutto in ambito internazionale, specialmente quando si parla di Paralimpiadi.
Il sociale a 360 gradi è un altro dei campi che la Federazione vaglia costantemente, affinchè il Nuoto possa essere considerato uno solo, senza distinzioni che guardano a presunte differenze tra atleti disabili e normodotati che si ritrovano ogni anno ormai da dieci anni a gareggiare nella stessa competizione in occasione del noto Trofeo Sette Colli.

E nell’ottica che questa unione possa rappresentare un importante progresso che va a rispecchiarsi nel tempo anche nell’avanzamento della società italiana, il settore Master può essere un’altra occasione per rendere il Paralimpico integrato a tutti gli effetti nel Nuoto che deve essere uno solo!
Il circuito dedicato agli atleti Master della Federazione Italiana Nuoto rappresenta infatti per diversi atleti paralimpici la possibilità di poter gareggiare di più durante una stagione agonistica, di potersi confrontare in una competizione che non guarda a differenze, mettendo disabili e normodotati in un’unica categoria di atleti che si distinguono esclusivamente per fascia d’età.

nuotatori-campaniEd è in questo settore che da qualche anno gareggia anche l’Azzurra Emanuela Romano, campionessa del mondo nei 50 stile libero e medaglia d’argento nei 100 stile libero ai Mondiali Paralimpici di Montrèal nel 2013, medaglia d’argento nella Mi-Staffetta 4×50 stile libero ai recenti Europei Paralimpici di Funchal e finalista alle Paralimpiadi di Londra nel 2012 che dopo la finale dei 100 dorso S6 disputata ieri sera a Rio, con la quale ha esordito in queste Paralimpiadi, ha tenuto a salutare quelli che in alcune occasioni durante la stagione sono i suoi compagni di squadra, i Master della Nuotatori Campani, società presso la quale la partenopea è tesserata.

«Sensazioni ottime, peccato per l’errore in virata, altrimenti avrei fatto un po’ meno rispetto a stamattina, ma fortunatamente sono riuscita almeno a confermare il tempo nuotato in batteria, quindi va bene così – ha dichiarato la Romano a caldo, subito dopo la finale – È stato comunque un ottimo modo per iniziare queste Paralimpiadi, domani altre gare, altra giornata e si vedrà. Domani ci sarà la staffetta, una grande emozione.»

L’atleta campana ha rodato il motore in una gara in cui non ambiva certamente ad un podio, ma che le ha permesso di rompere il ghiaccio a Rio, dove punta ai suoi 50 e 100 stile libero. e quando le viene chiesto se ci tiene a salutare qualcuno a casa, lei non esita un istante a rifletterci:

«Un saluto ai Master della mia squadra – risponde Emanuela con un sorriso raggiante – Forza Spartani!»

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Spartani, è così che i Master della Nuotatori Campani amano farsi chiamare, proprio come i famosi 300 condotti dal re Leonida che hanno conquistato una pagina di storia con l’incredibile battaglia delle Termopili, “Le porte calde”, in cui si opposero ai Persiani che per la seconda volta intendevano invadere e conquistare la Grecia nel 480 a.C. mentre si consumava contemporaneamente la battaglia navale di Capo Artemisio.

Emanuela Romano in questa stagione ha avuto modo di confrontarsi con atleti normodotati, accrescendo le sue capacità tecniche, di approccio alla competizione e aumentando la sua autostima nelle sue potenzialità, conquistato inoltre insieme ai suoi compagni di “squadra parallela” un Campionato Regionale Master, per la prima volta vinto dalla Società diretta da Enzo Allocco, uno dei tre tecnici Azzurri impegnati a Rio e allenatore di Emanuela che ieri, raggiunto telefonicamente a Rio, non ha nascosto la sua soddisfazione per come la sua atleta si è comportata nella gara d’esordio.

enzo-allocco-paralimpiadi-rio-2016«Sono soddisfatto di come Emanuela abbia affrontato questa Paralimpiade in questa prima giornata di competizione  ha affermato Allocco Non si tratta ovviamente di una prima esperienza, ma per lei è come se lo fosse sempre in quanto Emanuela vive sempre con quella massima attenzione caratterizzata da un’ansia pre gara che non sempre le fornisce le energie positive per affrontare con determinazione la competizione. È necessario, come già accaduto in passato, che lei trovi sul campo delle conferme e la finale dei 100 dorso è una conferma di quello che è il suo stato di condizione fisica. Penso che proseguendo su questa strada, anche dal punto di vista psicologico e motivazionale e quindi della grinta e desiderio di ottenere qualcosa di importante, possa migliorare ulteriormente la sua condizione di forma. Eguagliare in finale il crono nuotato nelle batterie del mattino in una gara che lei non ha preparato in modo meticoloso e approfondito, mi fa augurare che possa essere la luce di un segnale positivo che le dia quegli stimoli e quel coraggio in più per affrontare senza nessun timore le altre gare in cui punta, soprattutto la staffetta che vede l’Italia ben piazzata per arrivare in finale. Il lavoro c’è stato, la ragazza si è impegnata, ha lavorato tanto e può competere alla pari con chiunque.»

Allocco conclude con un sorriso guardando al cammino di queste Paralimpiadi appena intraprese.

«Emanuela ha aperto queste Paralimpiadi nel migliore dei modi con un Record Italiano e una prestazione che è stata colta come buon auspicio da tutta la squadra, dando a tutti un segnale positivo e accendendo il sorriso sul suo volto e sul volto degli altri venti atleti Azzurri. Tecnicamente, parlando di tutti gli altri atleti di questa nazionale, nei giorni di preparazione all’evento ho visto una condizione fisica ideale ed una concentrazione più che valida per affrontare con successo questa competizione.»

emanuela-romano-nuoto-paralimpiadi-rio-2016La finale dei 100 dorso S6 che ha visto trionfare la cinese Lingling Song a suon di Record del Mondo con il crono di 1’21”43, ha visto l’Azzurra classificarsi al quinto posto nuotando in 1’32”45, eguagliando quasi al centesimo il crono registrato nelle batterie del mattino con 1’32”42 con il quale aveva migliorato il Record Italiano da lei stessa detenuto con 1’33″55 segnato agli Europei di Funchal disputati ad aprile.

La Pagina Facebook ed il sito web ufficiale della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico diretti dal Responsabile Ufficio Stampa Giada Lorusso in sito a Rio, pubblicheranno tra l’altro, anche in tempo reale, informazioni, notizie e i dietro le quinte dei Giochi ai quali prenderanno parte 21 atleti.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine