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Come ripartire dopo una gara deludente

Quattro regole d’oro per rialzarsi da una sconfitta e inseguire il traguardo

Succede che mentre state nuotando la vostra gara, vi rendete conto di non sentirvi come pensavate, di avvertire difficoltà e che non state nuotando come credevate di poter nuotare.

Capita a tutti, ma in quegli istanti dovete immediatamente eliminare i pensieri negativi, prima che essi influiscano sul controllo dei vostri movimenti.

Prima di salire sul blocco di partenza bisogna inoltre essere coscienti che tutti hanno le stesse possibilità di fare bene, così come tutti possono avere delle difficoltà durante la gara, per cui è importante liberare la mente e concentrarsi solo sul corpo.

Vi siete allenati per mesi entrando in piscina anche fino a due volte al giorno ogni giorno, conoscete a memoria tutti gli angoli della palestra in cui ci avete trascorso fin troppo tempo e avete rinunciato al vostro tempo libero ma alla fine è andato tutto storto nella gara in cui puntavate?

Non datevi per vinti e non abbattetevi perché tutti sono passati per momenti del genere, anche i grandi campioni.

È in quei momenti che rimbalza nella vostra testa che è vero che l’allenamento mentale è importante come quello atletico, ma nulla è perso, si può ripartire!

Per farlo nel modo migliore mettendosi subito alle spalle l’amara sconfitta, bisogna osservare quattro regole d’oro.

Come ripartire dopo una gara deludente

La prima riguarda sicuramente l’autocritica e risoluzione del problema. Dopo la gara valutate cosa è andato storto, ma valuta anche cosa invece è andato bene; fatta questa riesamina, pensa a cosa dovrai fare per migliorare ed evitare di ripetere gli stessi errori o incorrere nelle stesse problematiche che hai avvertito durante la tua gara negativa, così da nuotare una gara diversa alla prossima occasione.

Successivamente è necessario affrontare le proprie debolezze, perché una volta individuato ciò che ha causato il risultato negativo, bisogna fare in modo da eliminare quella causa.

Se il problema ad esempio è stata l’emozione della competizione o addirittura la troppa voglia di competere, allora è bene fare più test di gara durante gli allenamenti o addirittura aggiungere più competizioni come tappa di avvicinamento alla competizione in cui puntate ad ottenere il massimo. 

Se invece ad esempio avete sbagliato la partenza o l’arrivo, esercitatevi di più du queste fasi di gara. E poi avere aspetti che riguardano la competizione su cui lavorare per migliorare è motivante.

Una volta individuati gli errori e capito in cosa bisogna lavorare per migliorare, è indispensabile tenere un diario di allenamento.

Annotare come vi siete sentiti durante l’allenamento, se avete avuto crampi, se eravate stanchi, se eravate demotivati.

Annotate cosa avevate mangiato prima dell’allenamento, se a partire dalla sera prima avevate bevuto tanta o poca acqua e se avevate bevuto alcolici, se in quella giornata siete stati puntuali agli allenamenti o è stato necessario affrettarsi per contenere un ritardo.

Tutto questo vi aiuterà nel tempo a identificare dei dettagli andando a ricercare le migliori sessioni ottenute che vi permetteranno di crearvi un “modello” e delle “regole” da seguire per trovarvi sempre nella migliore condizione possibile.

L’ultima regola d’oro dice che bisogna essere consapevoli e realisti e magari facendo questo aggiornare i vostri obiettivi.

Una cattiva prestazione può essere causata anche da eccessiva stanchezza, o mancanza di voglia di competere in una determinata specialità.

Se l’obiettivo che vi eravate posti in partenza non vi dà più stimoli ad allenarvi per fare bene, vuol dire che è necessario cambiare obiettivo, provare gare nuove, distanze diverse, o anche prendersi un periodo di riposo. 

Avere una motivazione e un obiettivo da inseguire è indispensabile per allenarsi sempre nel migliore di modi. Un obiettivo deve essere qualcosa per cui avresti piacere di vantarti di aver raggiunto.

È dagli errori e dai risultati negativi che si costruisce qualcosa di buono, per cui non mollate e poi pensate sempre che mentre voi ci state almeno provando, c’è qualcun altro che resta seduto sul divano.

Createvi la vostra mappa emozionale – clicca qui per leggere l’articolo dedicato – Identificate l’obiettivo, concentratevi e nuotate verso di esso!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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