Nuoto, cosa desidera un allenatore dal proprio atleta!

L’ombra di ogni atleta e una figura chiave nel nuoto, che lavora tanto e che talvolta non riceve abbastanza e anche lui ha desideri e insegue sogni

Allenare è un’arte difficile da interpretare in maniera corretta e nel nuoto questo discorso assume un valore ancora più rilevante. Perché? Perché il nuoto è uno sport individuale che in certi frangenti, che comprendono le staffette, diventa anche uno sport di squadra; perché ogni atleta ha caratteristiche, obiettivi ed esigenze diverse dagli altri e ognuno di loro ha bisogno di un piano allenamento personalizzato; perché la componente emotiva, relazionale e mentale gioca nel nuoto un ruolo molto influente.

Se a tutto questo ci aggiungiamo che la maggior parte degli allenatori non guadagna per niente una fortuna e che per arrivare a ottenere il titolo riconosciuto dalla Federazione Italiana Nuoto devono sacrificare una buona parte del loro tempo per studiare e fare pratica e una bella fetta dei loro risparmi, allora si capisce subito che chi allena nel nuoto è pari a un eroe della DC Comics!

Si cita la DC comics anziché la Marvel non a caso, perché gli eroi della DC Comics sono spesso più cupi e talvolta misteriosi, come ad esempio Batman: un cavaliere oscuro che non dovrai mai ringraziare. Più o meno come il tuo allenatore.

La vocazione a diventare un allenatore
Cosa spinge una persona a diventare un allenatore di nuoto? Sicuramente la smisurata passione per questo sport, ma a far peso sulla scelta vi è sicuramente anche una componente caratteriale, che sente il bisogno di riuscire a instaurare con ogni singolo atleta un rapporto tale da permettere al tecnico di tirare fuori il meglio dall’atleta.

La capacità di tirare fuori il meglio da ogni atleta
Un buon allenatore è, infatti, colui che riesce a tirar fuori il meglio dall’atleta e questa capacità, come dicevamo prima, non dipende soltanto dal tipo di preparazione proposta, ma anche dal modo di proporla, dalla gestione emotiva dell’atleta in una sconfitta ma anche in una vittoria, nella capacità di fargli credere che quel risultato a cui si vuole ambire non è impossibile da raggiungere e che insieme ce la si può fare.

Cosa desidera un allenatore dal proprio atleta?
Si parla spesso delle esigenze di un atleta e di cosa ricerca in un allenatore, ma vi siete mai chiesti cosa desidera un allenatore dai propri atleti?

La fiducia
Molto probabilmente ciò che un allenatore desidera prima di ogni cosa dai propri atleti è la piena fiducia, come quella che un cane ripone nel suo padrone. L’elemento fiducia è, infatti, la base di un rapporto tra allenatore e atleta e solo una cementata fiducia permetterà ai due di raggiungere ambiziosi traguardi. Se manca la fiducia, manca l’energia che alimenta l’allenamento e questo è male.

La disponibilità
Dopo la fiducia viene la disponibilità: solo se l’atleta sarà disponibile a sacrificarsi e lavorare duramente, seguendo anche quelle sessioni che all’apparenza sembreranno assurde e quasi inutili, l’allenatore potrà svolgere un lavoro ottimo e lineare.

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Il rispetto
Di pari passo va anche il rispetto, senza il quale sarebbe difficile stabilire qualsiasi tipo di rapporto, figuriamoci uno che prevede una persona che dal bordo vasca ti impone lavori massacranti senza provare nemmeno a mostrarti in prima persona come farli! Meglio quindi non commentare gli allenamenti o chiedere sconti, perché sarebbe una mancanza di rispetto dell’atleta verso il suo allenatore.

La gratitudine
Quando il crono ti sorride e l’obiettivo che ti eri prefissato con tanto ardore è raggiunto, qual è la prima cosa che ti viene in mente di fare? La migliore da fare sarebbe sicuramente un gesto di vittoria mentre sei ancora in vasca davanti alla piastra cronometrica verso colui che ti ha guidato a quel risultato, seguito magari da un sorriso sincero e perché no, un abbraccio a fine gara. queste sono tutte cose di cui un allenatore si nutre e grazie alle quali può proseguire felice il proprio difficile lavoro.

Il risultato
Così come l’atleta, anche l’allenatore desidera ottenere un risultato. Ovviamente l’allenatore può mettere sulla bilancia la sua preparazione tecnica da trasmettere all’atleta, le sue capacità di interagire e i suoi programmi di allenamento, ma il momento della gara e quelli che lo precedono restano pienamente sotto la gestione dell’atleta. La speranza di un allenatore prima di ogni gara è che il suo atleta stia bene fisicamente e mentalmente, che non ci siano imprevisti e che tutto vada liscio, affinchè si possa ottenere quella prestazione tanto ambita da entrambe le parti.

Il talento
No, le grandi capacità e l’innato talento non rientrano tra le cose che un allenatore desidera più di ogni cosa dal suo atleta. Ovviamente qualsiasi allenatore sogna di poter allenare un giorno un cavallo di razza olimpica, ma nessuno desidera di riceverlo in dono dal destino. Più che altro un allenatore preferisce lavorare la “materia grezza” affinchè possa ottenere un capolavoro alla fine del suo intervento.
Questa è la soddisfazione più grande che un allenatore possa provare!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine