Marco Orsi, in Brasile da Andrij Govorov per scoprire nuove tecniche di allenamento

“Un finale di stagione davvero emozionante in cui ho buttato via tutta la rabbia accumulata, di tutti quelli che mi davano per finito. Eccomi qua con ancora più grinta di prima”

Un finale di stagione davvero entusiasmante, ritrovando il sorriso e gli stimoli per nuovi progetti ancora più ambiziosi. Tutto ciò è stata la rinascita del bomber Marco Orsi, che lo scorso dicembre ha disputato un grande mondiale in vasca corta a Hangzhou in Cina, in cui ha portato a casa un argento nei 100 misti, alle spalle di Kliment Kolesnikov, con record italiano di 51”03, con il quale ha migliorato il precedente di 51”42 nuotato nella semifinale mondiale. Quella prestazione ha costituito la rinascita dell’atleta delle Fiamme Oro e Circolo Nuoto UISP, allenato da Roberto Obaldi, che ha conquistato la sua seconda medaglia individuale e quarta complessiva a un Mondiale in vasca corta, in 39 finali internazionali disputate in vasca corta dagli esordi in Azzurro nel 2008 a oggi.

Cancellate tutte le paure e i momenti difficili di quel periodo buio dove, tra infortunii e ricadute, non riusciva più ad esprimersi ad alti livelli, ora il bomber è rinato ed è alla ricerca del riscatto, per concretizzare fin da subito gli obiettivi stagionali che convergono verso i Mondiali in vasca lunga di Gwangju

Abbiamo appreso dai social di questo tuo viaggio in Brasile, dove sei da qualche settimana. Quali sono i tuoi obiettivi, visto che ti allenerai con Andrij Govorov?

“Sarò tre settimane nella calda Rio de Janeiro. Sono qui per allenarmi con grandi campioni, anche se nel weekend mi concedo almeno la spiaggia – racconta Marco Orsi a Swim4Life Magazine – Govorov è uno dei tanti campioni, nei primi giorni mi sono anche allenato con la staffetta veloce brasiliana. È giusto misurarsi con gente alla tua altezza, se non più forte, per trovare nuovi stimoli. Devo recuperare lo stile libero che da un paio d’anni non mi regala più gioie. Questione di tecnica e qui penso di poter trovare la strada giusta.

In che modo pensi che la compagnia di Govorov possa stimolarti?

“Andrij è un grande campione ed è più forte di me. Ho un grande spirito di competizione e ci stimoliamo a vicenda per allenarci al 110%. Cerco di carpire il più possibile e scoprire nuove tecniche di allenamento che possono sempre servire nel prossimo futuro

A fine anno ti sei finalmente messo da parte due stagioni travagliate tra infortuni e sventure che hanno condizionato il tuo percorso. Quanta rabbia hai scatenato in quei giorni?

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“È stato un finale di stagione davvero emozionante. Ad inizio anno pensavo che non sarei nemmeno riuscito a qualificarmi, invece dopo aver strappato la qualificazione, fatto il record italiano ai campionati italiani a dicembre è arrivata la finale e quel grande argento nei 100 misti – racconta Marco Orsi – Ho raggiunto un traguardo che vedevo davvero lontano, quasi impossibile! Ho lasciato andare tutta la rabbia che avevo in corpo, di tutte quelle persone che dicevano che ormai ero finito. Beh, eccomi qua con ancora più grinta di prima”

Ormai da anni oltre alla pura velocità dello stile, il tuo nome è constantemente associato alla gara veloce dei misti. Come si lavora per abbinare tecnica e nuotata in tutti e quattro gli stili, assemblandoli in una gara dove un minimo errore può compromettere la prestazione finale?

“Ho sempre affrontato questa gara per divertimento, senza un secondo fine. Negli anni mi sono tolto qualche soddisfazione come abbassare il record italiano, ma dall’anno scorso, dati i problemi a stile libero, abbiamo iniziato ad allenare per bene i misti. Sono sempre stato abituato a nuotarli bene con buona tecnica, bastava solo affinare la nuotata e lavorare duramente sui dettagli tecnici come le virate e i cambi di stile – spiega Marco Orsi – Una gara molto difficile da costruire, so a memoria tutte le gambette e le bracciate da fare durante la competizione. Mi divertono molto queste nuove esperienze e se il risultato è questo, ben venga”

Hai supertato tanti problemi negli ultimi due anni, quando sembrava che stavi recuperando, ti sei trovato a vivere altri periodi in cui fativavi tanto in allenamento. Quanto è difficile e come si affronta la risalita dopo un periodo buio dove tutto sembra andar storto?

“È stato un periodo davvero difficile. Ho pensato anche di mollare tutto, ma l’amore per questo sport è stato troppo grande. Sono stato aiutato dal mio psicologo dello sport, dal mio allenatore, dalle mie squadre (Circolo Nuoto UISP Bologna e Fiamme Oro, ndr), dai miei amici, dalla fidanzata, dai miei supporters e dalla mia famiglia. Bisogna farsi aiutare e capire che da soli è dura affrontare certe situazioni. Sono stato fortunato perché attorno a me ho persone che mi vogliono bene, che gioiscono assieme a me quando va tutto bene e mi aiutano quando va tutto male”

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.