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Nuoto, Azzurri ai piedi del podio nella 4×200 stile con Record Italiano

Cancellato il precedente di Roma 2009 a 3 centesimi dal bronzo, oro all’Australia che vince dopo sedici anni in un Mondiale da record, con quattro primati caduti solo stasera tra mondiali e continentali

La sesta giornata dei Mondiali di Nuoto di Gwangju è senza dubbio quella dei Record, con tre primati mondiali caduti e tanto valore aggiunto ai tempi nuotati prima da Simone Manuel nei 100 stile libero, seguita dal Record del Mondo nelle semifinali dei 100 farfalla maschile del connazionale statunitense Calaeb Dressel che con un colpo di spazzola cancella Michael Phelps del 2009clicca qui per saperne di piùe poi dalla statunitense Smith che riscrive i 200 dorso clicca qui per saperne di più.

Ritorna in vasca Calaeb Dressel per le semifinali dei 50 stile libero, nuotate in maniera brillante nonostante i 100 stile libero sostenuti poco prima, segnando un altro tempone con 21″18, a 3 centesimi dal tempo che gli consegnò il titolo mondiale due anni fa, davanti al brasiliano vice campione mondiale in carica Bruno Fratus con 21”53 e al britannico bronzo iridato e campione europeo in carica Benjamin Proud con 21”56.

La finale dei 200 rana femminile vede la russa vice campionessa olimpica, campionessa del mondo ed europea in carica Yulia Efimova dominare a mani basse con 2’20″17 conquistando il terzo titolo mondiale dopo quelli del 2013 e 2017 e dopo l’argento del 2011, diventando così anche la prima donna a vincere quattro medaglie mondiali in questa specialità, precedendo sul podio la sudafricana Tatjana Schoenmaker con 2’22”52 e la canadese Sydney Pickrem con 2’22”90.

Si passa alla finale dei 200 dorso maschile che vede il russo campione del mondo ed europeo in carica Evgeny Rylov mettere la mano davanti a tutti in 1’53″40 diventando il terzo nuotatore a vincere più volte il titolo mondiale di questa specialità dopo gli statunitensi Aaron Peirsol, quattro titoli, e Ryan Lochte, tre titoli. Alle sue spalle l’americano Ryan Murphy con 1’54”12 e il britannico Luke Greenbank con 1’55”85.

Si ferma purtroppo alle semifinali dei 50 farfalla donne la pugliese Elena Di Liddo, bronzo agli europei di Glasgow, che peggiora un decimo rispetto alle qualifiche con 26″16 chiudendo 11esima. La più veloce è la svedese Sarah Sjoestroem, campionessa mondiale dal 2015 ed europea dal 2012, nonché primatista mondiale in 24″43, con 24″79.

Altra finale, altro Record del Mondo, nei 200 rana maschile che vedono protagonista assoluto il russo campione iridato in carica Anton Chupkov che chiude in 2’06”12 battendo il precedente nuotato nelle semifinali dall’australiano Matthew Wilson con 2’06″67, tempo che peggiora di un centesimo chiudendo con l’argento davanti al nipponico Ippei Watanabe, bronzo due anni fa dopo aver nuotato nel corso della stagione il vecchio Record del Mondo, con 2’06”73.

Ultima vasca spaventosa in 31”89 e secondo 100 metri da 1’03”90 del russo, che diventa il terzo uomo a difendere con successo il suo titolo mondiale nei 200 rana dopo il britannico David Wilkie (1973-1975) e il magiaro Daniel Gyurta (2009-2011-2013).

Si chiude con un altro primato, arrivato nell’ultima gara della serata coreana, la 4×200 stile libero maschile che vede trionfare l’Australia con il Record dell’Oceania siglato in 7’00”85. Frazione pazzesca di Mack Horton in 1’44”85 che permette ai delfini aus di battere la Russia che chiude in 7’01”81 seguita sul podio dagli Stati Uniti con 7’01”98.

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Peccato per gli Azzurri, bronzo agli Europei di Glasgow e argento alle recenti Universiadi di Napoli, che nonostante il Record Italiano si fermano ai piedi del podio con 7’02″01 cancellando il 7’03″48 detenuto dal quartetto Brembilla, Maglia, Belotti e Magnini di Roma 2009. Finale avviata da Filippo Megli in 1’45″86, a 19 centesimi dal Record Italiano nuotato nella finale della gara individuale chiusa al quinto posto. Prova a cambiare marcia Gabriele Detti che nuota un ottimo 1’45”30, ma non basta per risalire dalla sesta posizione.

 

“Era il quinto 200 che nuotavo, mi dispiace aver sbagliato la gestione della gara, anche se il tempo è in linea col record – ha affermato Megli – Però mi sarebbe piaciuto aiutare di più la squadra”.

“Abbiamo nuotato la staffetta più veloce di sempre; abbiamo battuto i ragazzi del 2009, migliorato il record gommato – ha dichiarato Detti – Siamo andati fortissimi; purtroppo gli altri lo sono stati un pelo più di noi. E’ una staffetta di prospettiva. Il prossimo anno proverà a fare grandi cose. Sono onorato di avere gareggiato con loro. I ragazzi hanno tirato fuori grandi tempi. Mi rode per i pochi centesimi, ma fa parte del gioco”

La progressione si verifica da metà gara in poi, con Stefano Ballo che migliora la frazione lanciata del mattino di 39 centesimi segnando 1’45″27 (1’47”98 il suo personale, ndr), seguito da Stefano Di Cola nuota in 1’45″58.

“Nuotare 1’45″2 partendo da un personale di 1’47″98 da fermo è incredibile – ha dichiarato Ballo – Resta un po’ di rammarico, ma è sicuramente un buon inizio per una staffetta inedita”

“C’è un po’ di dispiacere per i tre centesimi – conclude Di Cola – Però siamo contenti per il record italiano”

Due frazioni spettacoli degli Azzurri che però non bastano per l’ambitissima medaglia che resta lontana solo 3 centesimi con l’Italia che colleziona un altro sfortunato quarto posto di staffetta così come la 4×100 stile libero maschile che si fermò a soli 17 centesimi dal bronzo. Resta comunque una grandissima prestazione corale della squadra che ci ha fatto esaltare non poco!

Per l’Australia si tratta del quarto titolo mondiale vinto in questa staffetta e della nona complessiva. Solo gli USA hanno fatto meglio vincendone 14. L’Australia, quarta a Budapest, riporta inoltre a casa il titolo mondiale di questa staffetta dopo 16 anni.

Appuntamento a domani dalle 3:00 ora italiana per le batterie di qualifica e dalle 13:00 ora italiana per le semifinali e finali in diretta sui canali RAI.

Risultati completi

Programma Gare Azzurri e Programma Gare completo con orari

Start-List Mondiali FINA Gwangju 2019

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