Nuoto, a Glasgow Gregorio Paltrinieri ritorna re dei 1500 stile libero!

Annientati gli avversari Henrik Christiansen e David Aubry, spazzato via Mykhaylo Romanchuk

Qualcuno potrebbe dire che è solo un Campionato Europeo in vasca corta e che soprattutto per uno che ha vinto le Olimpiadi, un titolo continentale in vasca da 25 metri può valer poco e invece non è così, perché con l’oro vinto stasera nei 1500 stile libero da Gregorio Paltrinieri al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow è un vero e proprio punto esclamativo a certi schiaffi che ha dovuto incassare dai vari  Wellbrock e Romanchuk che negli ultimi due anni, dopo i Mondiali di Budapest 2017, si sono sempre imposti prepotentemente davanti all’Azzurro nella distanza più lunga della piscina.

Super Greg si tuffa con l’intenzione di chi vuole rompere gli schemi e tentare il tutto per tutto per portare a casa il titolo che all’alba dell’anno olimpico ha un valore molto importante, un peso psicologico versato sui suoi principali avversari di Tokyo 2020 che vale tanto.

E allora dopo le prime bracciate dell’atleta allenato da Stefano Morini al Centro Federale di Ostia, arriva il primo strappone che fa sbandare gli avversari, primo tra tutti l’ucraino Mykhaylo Romanchuk, primo fino ai 500 metri e poi gradualmente buttato letteralmente fuori dal podio continentale dalle continue accelerate di Paltrinieri.

Ed è proprio alla virata dei 600 metri che l’atleta delle Fiamme Oro e Coopernuoto inizia a cucirsi addosso l’oro europeo, continuando a proporre cambi di passo facendo a sportellate con il norvegese Henrik Christiansen e il francese David Aubry che intanto si mettono alle spalle Romanchuk che fino alla fine non riuscirà più a entrare nella corsa al podio.

Non c’è storia per nessuno e dopo 950 metri di gara la vittoria è praticamente in tasca, con il carpigiano che va a chiudere in 14’17”14 incassando il suo terzo titolo continentale di vasca corta in carriera dopo quelli del 2012 e 2015 e la sua 29esima medaglia internazionale in carriera senza contare quelle vinte nelle giovanili.

La storia va avanti da quell’argento vinto ai Mondiali in corta di Istanbul 2012 e dalla rabbia agonistica di questa sera è chiaro che andrà avanti ancora a lungo.

“Sono contento perchè torno a vincere un 1500 dopo tanto tempo – ha dichiarato Paltrinieri – All’inizio ho visto l’ucraino che era partito forte e sono rimasto in galleggiamento. Poi a metà gara ho notato che ha rallentato e allora ho iniziato la mia progressione per fortuna vincente. Oggi non avevo le stesse sensazioni di ieri e allora mi sono tenuto coperto, passando un po’ più calmo per poi aprire il gas. Erano passati troppi anni dalla vittoria. Non mi sentivo benissimo e allora ho cercato di non strafare e di andare in progressione. La forma è cambiata dalla batteria alla finale e quindi bisognerà lavorare perchè per fare questo tempo ho dato tutto”

Alle sue spalle Christiansen e Aubry si dividono l’argento in 14’18”15 e il bronzo in 14’25”66. Gara in sordina invece dell’altro Azzurro in vasca e compagno di allenamenti a Ostia, Domenico Acerenza, che chiude ottavo in 14’51”49, lontano dal personale di 14’33”89 e dalla lotta per il podio.

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Nelle altre gare della serata, chiude sesta Federica Pellegrini la finale dei 100 stile libero che ha fatto da banco di prova per i 200 di domani. La divina dell’Aniene allenata al Centro Federale di Verona dal tecnico federale Matteo Giunta nuota in 52”30, a 20 centesimi dal suo primato italiano, nella gara vinta come da pronostici dalla britannica Freya Anderson che chiude 51″49.

“Ho fatto il massimo – ha affermato la Pellegrini – Questa gara è propedeutica per i 200 dove da domani mi concentrerò per far bene”

Ai piedi del podio dei 100 dorso per solo tre centesimi Simone Sabbioni che chiude quarto in 50”33 al termine di una bella rimonta, non sufficiente però per una medaglia, conclusa alle spalle del rumeno Robert Glinta con 50″33, del tedesco Christian Diener con 49”94 e dell’imprendibile russo Kliment Kolesnikov in 49”09, mentre chiude ottavo Lorenzo Mora con 50″61, a solo tre centesimi da personale.

Nulla da dire sulla 17enne bolognese Costanza Cocconcelli che nella finale dei 100 misti fa quello che doveva dopo essere andata già oltre le più rosee aspettative avendo cancellato il Record Italiano di Francesca Segat dopo tredici anni: l’atleta del Nuoto Club Azzurra 91 Bologna allenata da Fabrizio Bastelli chiude settima in 59″51, a cinque centesimi dal record italiano siglato ieri nelle semifinali, nella gara vinta dalla Iron Lady Katinka Hosszu al suo terzo oro della rassegna di Glasgow con 57″36, seguita sul podio dalla russa Maria Kameneva con 57”59 e dalla finlandese Jenna Laukkanen con 58”62.

Verso conclusione del programma odierno, arriva il boato nei 50 stile libero esploso dal russo Vladimir Morozov che nuota in 20”40 facendo suo l’oro senza mezzi termini a solo 14 centesimi dal Record Mondiale del francese Florent Manaudou, che chiude alle sue spalle con 20”66 seguito dal magiaro Maksim Lobanovskii con 20”76. Chiudono al sesto e settimo posto gli Azzurri Alessandro Miressi e Federico Bocchia, rispettivamente in 21”29 e settimo in 21”35.

L’ultima finale della serata regala un evento più unico che raro nella 4×50 stile libero femminile che vede trionfare con l’ex aequo la Francia e l’Olanda con 1’35”21 seguite dalla Danimarca con 1’35”24.

Promossi alla finale dei 100 rana uomini Fabio Scozzoli, bronzo nei 50 rana della prima giornata, terzo con 56”81, e Nicolò Martinenghi, sesto in 57”08 a tre centesimi dal personale. Arriva anche il nuovo record europeo del bielorusso Ilya Shymanovich che cancella il britannico Adam Peaty con 55″94 fermando il crono a che in 55″59, il secondo della serata dopo quello del greco Andreas Vazaios che vince i 200 misti in 1’50”85 cancellando niente meno che il magiaro  Laszlo Cseh con 1’51”36 del 2015.

Avanti anche le donne Azzurre dei 100 rana, Martina Carraro che chiude seconda con 1’04″63 e Arianna Castiglioni che segna la quarta posizione in 1’05″07, con il miglior crono segnato dall’irlandese Mona Mc Sharry in 1’04″36.

Dopo tre giornate di Campionati e considerando anche l’oro di Margherita Panziera nei 200 dorso – clicca qui per saperne di più – e l’argento vinto da Ilaria Bianchi nei 200 farfalla a inizio serata – clicca qui per saperne di più – gli Azzurri salgono a quota undici medaglie, con quattro ori, due argenti e cinque bronzi.

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Paco Clienti

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