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Praticare Sport contribuisce a difenderci dal Covid-19

Lo dimostra la ricerca scientifica del Policlinico Universitario Gemelli di Roma, l’esercizio fisico protegge dal Coronavirus e accelera la guarigione

Lo sport contribuisce a difenderci dal Covid-19. Come?

L’indebolimento del tessuto muscolare, favorito dall’inattività così come dall’invecchiamento, è un apri pista per il Coronavirus Covid-19 che trova più difficoltà a insediarsi in un organismo non allenato.

La mancanza di allenamento ha come conseguenza una diminuzione delle fibre muscolari e questo favorisce una maggiore esposizione a forme di infezione gravi, tra cui il Covid.

Gli anziani che si ammalano di Covid-19 vanno incontro a una rapida perdita di muscolatura che, anche nelle forme più lievi, comporta la comparsa di stanchezza o affanno persistenti nell’87% dei pazienti, fino a settimane dopo la guarigione.

La ricerca dei geriatri del Gemelli sottolinea come il rapporto pericoloso tra muscolatura indebolita e Covid-19 possa essere spezzato dall’esercizio fisico, un vero farmaco salvavita a tutte le età e soprattutto per gli anziani.

L’attività fisica infatti può evitare o ridurre forme gravi dell’infezione grazie all’azione protettiva sul sistema immunitario e può accelerare la guarigione attraverso gli effetti positivi sulla funzione respiratoria e la risposta immune.

Il corretto e costante esercizio fisico è dunque secondo i medici una forma di difesa importante contro il Covid-19, motivo in più per non comprendere la chiusura degli impianti sportivi per contenere il contagio.

Mantenere la muscolatura allenata e quindi tonica, contribuisce in ogni caso a ridurre il rischio di conseguenze gravi nel caso di positività.

Un fisico allenato, che presuppone una massa muscolare tonica, contribuisce infatti a creare una buona risposta immunitaria e in caso di positività accelera il processo di guarigione e recupero.

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Una persona allenata può contrastare i principali sintomi post Covid-19 che, secondo la ricerca condotta da geriatri del Day Hospital post-Covid del Gemelli – Università Cattolica campus di Roma, comporta stanchezza o affanno nell’87% dei pazienti anche a distanza di settimane dalla negatività al Coronavirus.

L’allenamento è dunque un modo di prevenire il Covid-19 e in ogni caso di affrontarlo meglio nel caso di positività.

L’argomento viene affrontato anche nel libro “Muscoli in salute. La chiave del benessere a tutte le età” a cura di Silvia Di Maio e Federico Mereta, con il contributo di Francesco Landi, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), direttore UOC Riabilitazione e Medicina Fisica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e docente di medicina interna e geriatria all’Università Cattolica, campus di Roma.

“E’ ben noto che un corretto e costante esercizio fisico a ogni età contrasta la perdita di forza e tono muscolare connessa all’invecchiamento, e soprattutto negli anziani, per i quali l’attività fisica è un salvavita, perché ha ripercussioni positive sulle capacità cognitive, la disabilità, la funzione cardiovascolare e respiratoria, il ritmo sonno-veglia – spiega Francesco Landi, coautore del volume – Il ruolo centrale della massa muscolare è stato osservato anche in riferimento al Covid: gli anziani più in forma hanno un minor rischio di progressione grave della malattia, perché hanno un sistema immunitario più efficiente”

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Foto © Deepbluemedia

“Chi invece è affetto da sarcopenia e malnutrizione – prosegue Landi – stando a dati pubblicati su Advances in Nutrition dall’Università di San Paolo in Brasile, ha un minor numero di linfociti T circolanti e non riesce ad affrontare al meglio il ‘superlavoro’ metabolico necessario per combattere il virus. In chi viene colpito da SARS-CoV-2, inoltre, si registra una perdita rapida e spesso consistente del peso e della massa muscolare che dovrebbe essere affrontata subito in maniera decisa”.

“Dati raccolti sui nostri pazienti mostrano che l’87% manifesta almeno un segnale di disagio anche una volta guariti e che i sintomi più frequenti della sindrome post Covid-19 sono proprio la stanchezza (53%) e l’affanno (43%), entrambi direttamente connessi alla perdita del tono muscolare – conclude Landi – Intervenendo rapidamente sui pazienti contagiati da SARS-CoV-2 con esercizi personalizzati, per favorire il mantenimento del tono muscolare generale e respiratorio, è possibile un recupero migliore e più rapido”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine