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foto Giorgio Scala / DBM

Olimpiadi Tokyo, sfuma il sogno Alberto Razzetti

Anche Gabriele Detti e Ilaria Cusinato lontani dal podio, finali al mattino dure per gli Azzurri

Inizio non entusiasmante per gli Azzurri del Nuoto in vasca impegnati nelle prime finali delle Olimpiadi di Tokyo.

L’Olympic Aquatics Centre nel Tatsumi-no-Mori Seaside Park chiarisce subito le difficoltà di adattarsi alle finali di mattina e offre podi sorprendenti, soprattutto nei crono nuotati.

Si comincia con la finale dei 400 misti maschile che vede in vasca Alberto Razzetti, autore di una stagione straordinaria e sorprendente soprattutto in questa specialità.

Partenza molto aggressiva dell’Azzurro in 26”09 ai primi 50 metri in cui vira secondo dietro il francese Leon Marchand, posizione che perde però rovinosamente sul dorso, la sua frazione debole.

Nella rana risale in maniera netta lo statunitense argento olimpico in carica Chase Kalisz, che a 100 metri dalla fine ha 2’47” di vantaggio sul primo avversario.

Anche l’ultima vasca è tutta dell’atleta a stelle e strisce che trionfa in 4’09”92 davanti al connazionale Jay Litherland con 4’10”28 e all’australiano Brendon Smith, che partiva favorito con il miglior crono delle qualifiche in 4’09”27, che nuota però in 4’10”28.

Chiude purtroppo ottavo l’atleta delle Fiamme Gialle e Genova nuoto allenato da Stefano Franceschi in 4’11”32, peggiorando nettamente il 4’09”91 con il quale aveva migliorato il personale dell’argento europeo di 4’11″17 segnato lo scorso 23 maggio a Budapest.

Non sono soddisfatto di questa gara, speravo di fare meglio anche se siamo di primo mattino – ha dichiarato Razzetti – Sono comunque contento di questa finale olimpica, orgoglioso di averla fatta. La mattina siamo tutti un po’ ingolfati, ma pensavo di stare anche peggio di come è andata”

È davvero un peccato per Razzetti che avrebbe potuto portare a casa un’incredibile medaglia, considerando anche il livello non altissimo di questa finale rispetto a quella di Rio 2016.

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Chiude ai piedi del podio invece il bronzo europeo in carica, il britannico Max Litchfield, con 4’10”59.

Si ferma il sogno olimpico anche per le Azzurre Elena Di Liddo e Ilaria Bianchi che restano fuori dalla finale dei 100 farfalla chiudendo rispettivamente 13esima in 57”60 e 15esima in 58”07.

Per le due azzurre tempi ben distanti sia dai propri personali che dall’ultimo posto utile per la finale, fissato a 57”19 dalla bielorussa Anastasiya Shkurdai.

Il miglior crono è della cinese Zhang Yufei con 55”89, seguita dalla francese campionessa europea in carica Marie Wattel con 56”16 e dall’australiana bronzo mondiale in carica Emma McKeon con 56”33.

In fnale vedremo anche la campionessa olimpica e mondiale Sarah Sjostrom che ha segnato il quarto tempo in 56”40.

Nel secondo 50 mi sono resa conto subito che facevo fatica – ha dichiarato Ilaria Bianchi – Ho pagato la gara di ieri sera, ma è una semifinale olimpica e va bene così”

È difficile recuperare dopo le batterie della sera – ha dichiarato Elena Di Liddo – Mi dispiace perché mi sono mancati gli ultimi dieci metri, ero lì”

Finale strana e a sorpresa anche quella dei 400 stile libero maschile che al termine di una gara molto altalenante, vede il tunisino Ahmed Hafnaoui che dalla corsia 8 fa saltare tutti i pronostici vincendo in 3’43”36.

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Podio non impossibile, con l’australiano Jack McLoughlin argento in 3’43”52 e Kieran Smith bronzo in 3’43”94, ma purtroppo l’Azzurro Gabriele Detti chiude sesto in 3’44”88, peggiorando leggermente il crono delle batterie di 3’44”67.

Il livornese allenato da Stefano Morini al Centro Federale di Ostia non riesce a inserirsi mai nella mischia per il podio, nuotando a metà gara in 1’52”24 dopo una partenza forse troppo controllata in 55”05 ai primi 100 metri.

Era una bella opportunità per me, ma purtroppo è andata così – ha dichiarato Gabriele Detti – Vincere un’Olimpiade con il crono di oggi era alla mia portata, il lavoro è stato buono ma la mancanza di abitudine a gareggiare quest’anno ha forse colpito, ma non cerco scuse. Ripartiamo da qui, peccato perché è stata decisamente un’occasione buttata via. Non ho trovato la nuotata, ma ho ancora il resto dell’Olimpiade”

foto Giorgio Scala / DBM

C‘è anche da dire che quest’anno l’atleta del Centro Sportivo Esercito e In Sport Rane Rosse non ha mai nuotato sotto i 3’44”, seppure abbia sempre fatto tappe di passaggio in attesa di questa Olimpiade come da lui stesso sempre confermato.

Chiude ai piedi del podio l’austriaco Felix Auböck, argento mondiale in carica, con 3’44”07 in ex aequo con il tedesco Henning Bennet Muhlleitner che partiva favorito dopo la batteria dominata ieri sera.

L’impressione dopo i risultati delle prime finali è che le batterie di sera e le finali di mattina incidano pesantemente e indistintamente su tutti gli atleti.

Troppo lontana dalla battaglia principale anche Ilaria Cusinato che, nella finale dei 400 misti donne ,naviga a vista, in una gara dominata dalla padrona di casa e bronzo mondiale in carica Yui Ohashi che ha trionfato in 4’32”08 seguita dalla doppietta statunitense Emma Weyant con 4’32”76 e Hali Flickinger con 4’34”90.

Anche in questa finale emerge una contro prestazione per gli Azzurri, con il 4’40”65 dell’atleta veneta che rappresenta l’ottavo posto, ben al di sotto del 4’37”37 che aveva nuotato in batteria.

Fuori dal podio la campionessa olimpica in carica Katinka Hosszu, quinta in 4’35”98, così come il bronzo olimpico in carica Mireia Belmonte, quarta in 4’35”13.

Una finale olimpica non si vede molto spesso, sono contenta della prestazione di ieri che mi ha dato l’ultimo step per completare la mia rinascita – ha dichiarato Ilaria Cusinato – Ho visto che al mattino è più dura ma la qualità c’è sempre. Per me questo rappresenta comunque un passo importante e non mi posso lamentare”

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foto Giorgio Scala / DBM

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine