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Psicologia e sport, l’importanza di allenare il corpo e la mente!

Gestire ansia ed essere psicologicamente forti per essere performanti nelle competizioni e ottenere risultati

Le stelle dello sport mondiale che hanno raggiunto l’apice delle competizioni a cui partecipano ci arrivano grazie ad un sistema che si fonda sulla costanza e sul coaching non solo fisico ma anche psicologico.

Le tecniche di preparazione psicologica adottate da atleti di alto livello sono addirittura diventate un modello per aiutare il trattamento di patologie come ansia e depressione.

Ogni individuo ha i propri punti forti e punti deboli, e imparare a fare leva sulle emozioni giuste per prepararsi psicologicamente può essere un’attività diversa da persona a persona.

Avevamo in precedenza accennato alla connessione tra i colori dei costumi e gli stimoli psicologici dei nuotatori, che dimostra come i fattori che vanno ad incidere sulla psiche degli atleti possono essere anche provenienti dall’inconscio.

La capacità che molti atleti cercano di sviluppare è di riformulare l’ansia come eccitazione. Questa tecnica funziona perché entrambe le sensazioni sono stati diversi di eccitazione.

L’ansia ha una connotazione negativa che ostacola il pensiero lucido e di conseguenza le prestazioni cerebrali e fisiche per via del fatto che il corpo percepisce una sorta di condizione di pericolo.

L’eccitazione d’altro canto è un’emozione che aiuta a sentirsi positivi e disinibiti, consentendo al corpo e alla mente di performare al meglio delle potenzialità.

Forza mentale e resilienza sono virtù che possono essere acquisite affrontando sfide, superandole e fallendole. Il tutto imparando ad usare la paura come stimolo e motivazione a reagire e migliorare, e non vivendola come una forza debilitante. 

La preparazione mentale fornisce agli atleti la struttura per solidificare queste qualità che risulta fondamentale non soltanto nel contesto di una singola competizione, ma anche nell’indole a reagire nel modo corretto agli ostacoli della vita in generale.

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La psicologia dello sport esiste per aiutare gli atleti e le squadre a competere ad alti livelli, e si tratta di una risorsa in più per una preparazione ottimale.

Il potere della preparazione consente infatti a professionisti di sport del corpo e della mente di affrontare sfide, ponendosi come finalità di normalizzare delle attività, riducendo l’effettiva competizione ad una routine.

L’aspetto mentale in alcuni casi, specialmente a livelli semi-professionistici, è a volte trascurato.

Corpo e mente sono fortemente in simbiosi, e in quanto tali, qualsiasi cosa accada alla mente influenza il corpo e viceversa.

Ci sono piccoli gesti o cose che consideriamo abitudinarie, come il sospirare prima di fare qualcosa che ci rende nervosi, o cercare di ridurre gli stimoli sensoriali quando vogliamo concentrarci, che ci dimostrano come le nostre emozioni e sensazioni che associamo alla sfera mentale di noi stessi interagiscano con il nostro corpo e viceversa.

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Sono moltissimi gli atleti che hanno parlato e condiviso storie di come la preparazione mentale sia stata cruciale per aiutarli a superare momenti personali e professionali della loro carriera. 

Federica Pellegrini ad esempio, ha affermato di aver avuto a che fare con un problema d’ansia che le impediva di essere performante come avrebbe voluto nelle competizioni di nuoto. 

E questi problemi non hanno risparmiato neppure il nuotatore olimpionico più decorato della storia, lo statunitense Michael Phelps, che per anni ha monopolizzato il gradino più alto di qualsiasi competizione di nuoto a cui ha partecipato, ma fuori dalla piscina ha per anni dovuto lottare contro una depressione che in alcune giornate gli rendeva difficile alzarsi dal letto, e che per un attimo l’ha anche spinto a bere.

Da quando ha superato le sue difficoltà partecipa a gruppi di sensibilizzazione sulla tematica della salute mentale, che in ambito dello sport agonistico viene erroneamente accantonata.

Gli atleti professionisti di qualsiasi sport oggi sono quasi idolatrati, e questa venerazione ci spinge spesso a dimenticare che si tratta in realtà di persone reali, che vivono una vita reale.

Curare l’aspetto psicologico è cruciale per loro che vivono per il momento fatidico della gara, ma anche per chi pratica sport ad un livello inferiore trascurare la preparazione mentale può avere riscontri negativi sulle proprie prestazioni.

Bisogna sempre ricordare che lo sport, che per alcuni è una professione, per molti altri è un’attività finalizzata a favorire il benessere personale, e trascurare gli aspetti mentali concentrandosi esclusivamente su quelli fisici può trasformarla in un’esperienza controproducente.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine