Cecilia Camellini ci mostra le prodezze di chi non ha limiti! La campionessa di Nuoto Paralimpico si racconta dopo gli Europei

La campionessa di Nuoto Paralimpico si racconta dopo gli Europei

La settimana scorsa abbiamo iniziato a leggere di Cecilia Camellini che si racconta dopo un fantastico Campionato Europeo nel quale ha confermato di essere tra le stelle mondiali del nuoto paralimpico! Ricordandovi che la prima parte dell’intervista è rintracciabile cliccando proprio qui, andiamo a leggere la seconda ed ultima parte della chiacchierata con la simpatica Cecilia Camellini! L’articolo è rintacciabile cliccando qui!

Oggi, come da appuntamento dato, leggiamo la seconda parte dell’intervista:

Dopo aver battuto per due volte di seguito la tua diretta rivale, la tedesca Schulte, come ti sei sentita?

I 50 Stile Libero sono stati un po’ strani…ho preso l’Oro con un tempo più alto di quello fatto ai Mondiali l’anno scorso nei quali vinsi l’Argento. Mi sono chiesta come mai fosse capitata una cosa del genere ma è stato solo per un attimo, poi è rimasta solo la gioia della vittoria con l’Oro al collo! Averla battuta nei 100 e 50 Stile Libero è stato grande perché mi aspettavo che lei facesse molto meglio di me. Ad essere sincera comunque non penso di aver fatto nulla di straordinario. Ho cercato di mantenere più o meno i miei tempi, fortunatamente ho saputo approfittare delle occasioni giuste.

Cosa ti ha portato questo Campionato Europeo, sia sotto l’aspetto umano che sotto quello sportivo?

Tantissimo. È stata una delle poche occasioni in cui sono partita sentendomi impreparata per lo stato di forma in cui ero, quindi un po’ insicura. Poi mi sono messa in gioco ed ho scoperto che potevo fare bene anche se non mi sentivo in forma come nelle altre volte. Sono una persona a cui serve sicurezza che avverto solo se sono preparata al 100%.

Ma con tutte queste vittorie conquistate negli anni e la tua costante crescita, ti senti un po’ come la Pellegrini del nuoto Paralimpico?

Non ci ho mai pensato. Si è sempre fatto questo paragone ma sinceramente non mi sono mai sentita come lei e poi non la conosco benissimo, abbiamo parlato solo in qualche occasione. Lei comunque ha fatto molto di più di me con tempi in vasca stratosferici! Certo è che quando mi è capitato di fare la pubblicità per lo stesso Ente Distributore di Energia per il quale anche lei è stata testimonial, mi sono sentita un po’ considerata al livello della Pellegrini. In ogni caso penso che il nuoto paralimpico sia meno pubblicizzato rispetto al nuoto dei “normodotati” e pertanto noi atleti paralimpici abbiamo anche meno visibilità in tal senso.

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Obiettivi per il futuro e mete prefissate sulle quali lavorerai per arrivarci?

Sono scaramantica e di solito non ufficializzo i miei obiettivi in maniera dettagliata ma vi dirò…spero di arrivare a Londra. I presupposti ci sono tutti. Le gare saranno quelle fatte agli Europei, tranne i 200 misti che non so se si faranno. quindi 50, 100 e 400 Stile Libero e 100 Dorso.

copertinaCome pensi di voler vivere i prossimi 12 mesi in attesa delle Olimpiadi di Londra? È la 2^ Olimpiade dopo quella della Cina. Sarà diversa?

Li vivrò in piscina! Finalmente ho finito il Liceo ed ora ho più tempo da dedicare al nuoto. Mi iscriverò all’Università in Psicologia credo, ma farò giusto qualche esame per non perdere un anno. I prossimi 12 mesi però saranno dedicati di sicuro di più al nuoto che avrà priorità sulle altre cose visto che a Londra ci voglio arrivare in gran forma! Voglio giocarmela proprio bene questa occasione.
Nel 2008 non sapevo cosa mi aspettasse a Pechino. Era tutto completamente nuovo per me e comunque ero alle primissime esperienze internazionali! In ogni caso credo che le Olimpiadi siano sempre qualcosa di particolare. La magia delle cerimonie, l’atmosfera diversa dalle altre manifestazioni…anche Londra sarà particolare quindi, come se fosse la prima Olimpiade per me!

L’acqua è evidentemente la tua passione e la tua vita. Ma cos’altro c’è nella vita di Cecilia Camellini?

Il pianoforte, che è un po’ geloso del mio rapporto con il nuoto! Non suono benissimo ma mi diverto a farlo. Poi mi piace leggere, ma soprattutto chiacchierare con le mie amiche con le quali amo tanto  discutere degli intrighi del momento! Ogni tanto mi piace anche starmene rilassata sul divano a non fare nulla, nei pochissimi momenti nei quali ne posso approfittare. In realtà sono sempre in movimento, essendo anche abituata a fare sport da sempre, non mi fermo mai.

Cosa ti fa provare l’acqua e la competizione? Cos’è per te il nuoto?

Dipende anche dallo stile che sto nuotando. Il migliore per me è lo Stile Libero. Quando vado molto veloce riesco ad esprime un po’ di cattiveria in più rispetto ad altri stili come il Dorso ad esempio, nel quale non riesco ad essere aggressiva allo stesso modo. Quando faccio una gara e so di poter fare qualcosa di bello, mi sento leggera oltre che veloce. Nello Stile Libero riesco ad esprimere qualcosa in più rispetto agli altri stili.

È vero che la vita di una persona non vedente si basa molto sulla fiducia da riporre nei confronti di chi ti sta intorno? Tu in che misura hai fiducia delle persone che ti circondano ma anche di quelle che incontri sulla tua strada?

Faccio un esempio. Quando una persona ti guida ti devi fidare per forza. Ormai lo faccio involontariamente e tranquillamente. A livello di nuoto invece devo avere fiducia di chi mi da il tocco in testa per segnalarmi la virata. È capitato qualche volta in passato di avere qualche schianto sul muretto perché non ho sentito bene il colpo che mi era stato dato e quindi ci ho messo un po’ di tempo per fidarmi. Ora però non ho problemi perché con il mio allenatore attuale c’è un rapporto di fiducia assoluta ed infatti faccio fatica a concedere ad altri di darmi la virata all’infuori di lui.

Cosa senti di dire a tutte quelle persone che credono che i disabili abbiano qualcosa in meno rispetto ai così detti “normodotati”?

Ti dirò, qualcosa in meno evidentemente c’è. Ma per quel qualcosa che manca, c’è qualcosa in più che compensa. Penso non si tratti nemmeno di mancanza, è diversità. Chiunque vuole fare sport lo deve fare senza sentirsi svantaggiato. Lo svantaggio vero e proprio non esiste rispetto ai “normodotati”. La vera cosa importante nella quale bisogna credere, è che si possa fare tutto, anche se diversamente! 

Swim4life ringrazia Federica Fornasiero della FINP per l’importante supporto nella realizzazione di questa intervista.

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine