Scuola e sport, il Nuoto tra le migliori attività in cui indirizzare i propri figli

Perché un nuotatore è sottoposto ad un ambiente sano e particolarmente favorevole ad aumentare il suo rendimento accademico

L’americana Maya DiRado, 23 anni compiuti ad aprile, ha vinto quattro medaglie ai Giochi Olimpici di Rio e leggendo la sua biografia, impressiona che la nuotatrice abbia anche conseguito il punteggio più alto nei test attitudinali di una delle più prestigiose Università a stelle e strisce, ovvero quella di Stanford.
Questo fa riflettere su quanto lo sport in generale ed il nuoto in particolare possano influire sui risultati scolastici degli atleti.

L’argomento è in linea con il periodo, poiché all’inaugurarsi di un nuovo anno scolastico ed accademico, il dubbio che la vita sportiva possa influenzare negativamente il percorso di vita e di crescita dei nostri ragazzi è alto. A tranquillizzare genitori e studenti però, c’è una lunga sfilza di atleti che in maniera proporzionale ai traguardi raggiunti nello sport, hanno conseguito titoli scolastici ed universitari di prestigiosi livelli, a dimostrazione che spesso l’intreccio studio/sport è un sano incentivo per la mente.
Nella squadra italiana impegnata alle recenti Olimpiadi ad esempio, ben 41 atleti erano in possesso di una Laurea e molti altri stanno portando a termine il percorso di studi per conseguirla. Sono risultati ed esempi di volontà e sacrificio, atteso che in Italia non si è mai radicato il modello statunitense di “College” dove in un unico microcosmo vengono abilmente incastrate vita sociale, studio e sport che tra l’altro ha una rilevanza tale da essere il motore principale delle iscrizioni universitarie, con laute borse di studio e percorsi accademici creati ad hoc per incentivare, far crescere e sviluppare la personalità dello sportivo a 360 gradi.

Non tutti gli sport sono uguali e non tutti gli sport formano veri uomini e vere donne, ma questo dipende purtroppo soprattutto dalla Società nella quale vengono contestualizzati. In Italia il Nuoto è sicuramente un sport d’elite, nel quale sicuramente si ritrovano determinati valori che l’atleta porterà con se per sempre nella vita e che gli consentiranno di affrontare qualsiasi percorso in maniera più semplice rispetto a chi di sport non ne ha mai praticato, nonché un ambiente sano. I fattori che possono risultare particolarmente favorevoli ad aumentare il rendimento accademico di un nuotatore possono essere rintracciati nei seguenti:

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La vita di un nuotatore è programmata non al minuto, ma al centesimo di secondo. Sanno perfettamente quanto tempo occorre per allenarsi e di quante ore di sonno hanno bisogno per svegliarsi la mattina al fine di essere vigili ed attenti sui libri di testo. La loro vita è fatta di numeri. Numeri che ti indicano quando e quanto mangiare, allarmi di sveglie salvati su ogni appuntamento quotidiano. La vita di un nuotatore è molto più rigida rispetto agli studenti tipici. Non c’è tempo dopo l’allenamento per un caffè, o per guardare la TV, o per chiamare un amico rimanendo ore a parlare del più e del meno. Anche le telefonate sono appuntamenti rigidamente scanditi sulle agende. I nuotatori tendono a tornare a casa dopo l’allenamento, a mangiare e concentrarsi sul lavoro scolastico tentando di non sprecare minuti nell’inattività. Hanno tempi limitati ed allora, come nuotano un certo quantitativo di metri di riscaldamento, così si concentrano sul da farsi, senza pensarci troppo, concentrandosi subito prima di iniziare il lavoro vero e proprio. Sono stati educati a fare le cose in tempo, in modo efficace e in modo corretto, in modo ripetitivo.

Endorfine
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Quando un nuotatore arriva a casa dopo un allenamento, ha un numero straordinario di endorfine che attraversano il suo corpo. Le endorfine sono sostanze chimiche definite addirittura “ormone della felicità” che rilassano e lasciano un senso di benessere generale, aumentando anche la concentrazione mentale. In maniera più specifica, si parla di Endorfine nell’articolo “Il Nuoto ci salvaguarda da stress e depressione” – clicca qui per leggerloIn questo stato generale di piacere, il tempo che un nuotatore impegna nello studio tende ad essere di alta qualità. È ragionevole supporre che non si troveranno in uno stato irrequieto o distratto, come molti altri studenti potrebbero sentirsi in una giornata tipica adolescenziale senza allenamento. I nuotatori hanno sfogato in acqua qualsiasi frustrazione, qualsiasi peso e sono pronti a sedersi, leggere, studiare e pensare. E tutto ciò non è un affanno da gestire, anzi, si sentono a proprio agio proprio perché abituati ad avere ritmi scadenzati. Non sentono pressione poiché hanno liberato energia durante le ore di allenamento. Le loro menti sono chiare, lucide e concentrate.

Risultato
Il nuoto è tutto concentrato nella definizione degli obiettivi e della loro realizzazione. Si tratta di numeri: i nuotatori sono spinti a ridurre il tempo necessario per terminare una gara, sono cablati per ottenere risultati sempre migliori e volti costantemente al miglioramento personale ed all’ottenimento di un obiettivo. È l’essenza stessa del nuotatore che non può riflettersi nella vita quotidiana. Più sarà alto il livello agonistico raggiunto, maggiore motivazione si ritroverà in quell’atleta per il raggiungimento di obiettivi scolastici, universitari o lavorativi.

Competitività
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Il nuotatore compete testa a testa, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Competere fa parte del suo DNA e pertanto chi nuota sviluppa la sana competitività ogni giorno tra le corsie, dove si compete per toccare la piastra cronometrica prima di qualunque altro. In classe la sana competitività può portare a risultati che chi non viene educato a questo, difficilmente potrà raggiungere.

Rispetto per l’avversario
Sin dalle prime bracciate, viene insegnato a chi inizia la pratica del nuoto di rispettare il compagno di corsia, di condividere spazi nel rispetto degli altri e rispettare gli avversari. Devi seguire la scia se sei più lento di chi ti sta davanti, rispettare chi ti segue se sei il più veloce. Ti insegnano ad ascoltare e stare in silenzio quando ti viene spiegato l’allenamento, ad avere il senso della pulizia ed il rispetto del tuo corpo. Nel nuoto non puoi “fingere di avere capito”. La parità nei confronti degli altri atleti deve spingerti a non usare scorciatoie, ad impegnarti e fare di quegli insegnamenti il tuo modo di essere, poiché senti di essere solo in quel modo.

Il Nuoto è sicuramente una scelta che premierà sia i genitori che i propri figli, ma andate sul sicuro affidandovi ad una struttura che sia Scuola Nuoto Federale che garantirà il servizio professionale di Tecnici ed Istruttori Federali, l’attuazione dei modelli didattici emanati dalla Federazione Italiana Nuoto, la qualità della didattica, dell’organizzazione, dell’idoneità, della funzionalità e dell’igiene della struttura.

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Giusy Cisale

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