Nuoto paralimpico, l’importanza della fisioterapia prima e dopo l’attività sportiva

Il trattamento medico fisioterapico può aiutare a recuperare la funzionalità articolare, lo afferma la dottoressa Lia Fusco, Fisioterapista della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico

Il nuoto è uno sport completo, aiuta lo sviluppo fisico di un individuo, fortifica la struttura ossea e la muscolatura. Sono tutte cose che abbiamo sentito migliaia di volte, ma vi siete mai chiesti cosa cambia tra un nuotatore  normodotato e un nuotatore diversamente abile? Le differenze dipendono soprattutto dal tipo di disabilità, ma in generale, per tutti coloro che hanno una  limitazione  a livello fisico, è opportuno associare un piano di fisioterapia continuativo per ottenere risultati.

La fisioterapia è molto diffusa in tutti gli sport e rappresenta un importantissimo supporto per chi pratica sport a livello competitivo, indispensabile per gli atleti che vogliono mantenere una muscolatura in ottimo stato. Il nuoto permette al nostro corpo di mantenersi in allenamento costante immersi in acqua: il nostro corpo appare molto più leggero e i movimenti sono più semplici e inoltre può essere utile per chi ha problemi ai muscoli o alle articolazioni. Nuotare aiuta ad accrescere la forza e il tono muscolare e ci offre la possibilità di eseguire degli esercizi contro resistenza senza  sovraccaricare le articolazioni perché praticato fuori dalla forza gravitazionale, motivo per cui migliora l’escursione articolare con un livello più basso di dolore. Questi due aspetti diventano ancora più rilevanti quando si parla di uno sportivo disabile, argomento del quale abbiamo parlato insieme alla dottoressa Lia Fusco, fisioterapista ufficiale della nazionale italiana di nuoto paralimpico.

Prima di tutto, cosa cambia tra alleviare le Tensioni Muscolari a un atleta disabile rispetto a un atleta normo?
«Nell’ atleta disabile cambia tutto, perché bisogna vedere se possiede determinati muscoli su cui si può lavorare oppure no. Con i disabili, o meglio diversamente abili, il tipo di fisioterapia cambia da atleta ad atleta in base al tipo di patologia e al tono muscolare che ha (ipertono, flaccidità o normotono). In base a questo può essere improntato un approccio terapeutico. Da ciò si evince che il trattamento è necessariamente individualizzato»

Un fisioterapista deve dedicare più tempo a un atleta diversamente abile?
«Assolutamente si, perché i tempi dei trattamenti pre gara e post gara possono essere  molto più lunghi in base alle necessità dell’atleta»

A cosa deve fare attenzione un atleta prima dell’impegno in gara o anche in allenamento per prevenire infortuni?
«Intanto è bene ricordare che per evitare fastidi muscolari o infortuni, bisogna lavorare per tutta la stagione in maniera continuativa e costante, proprio per arrivare agli appuntamenti clou dell’anno al top della forma. Se dovessi dare un consiglio agli atleti, riferendomi strettamente al periodo di gara, gli direi di praticare stretching e riscaldamento prima della performance e trattamento di svuotamento di acido lattico e stretching dopo la prestazione, evitando così crampi e infortuni come strappi muscolare ecc. Durante questi periodi, se dovessero fare degli allenamenti di rinforzo, consiglierei inoltre di preferire gli elastici di diverse resistenze, perché possono fare con questi dei movimenti più fisiologici rispetto alla pesistica tradizionale che potrebbe creare più facilmente dei danni o degli infortuni se non utilizzati correttamente. Lo scopo del fisioterapista è fare in modo che gli atleti possano recuperare prima possibile per dar modo di poter essere competitivi anche nelle gare successive, spesso utilizzando anche mezzi fisici come la tecar, chiaramente solo per gli atleti che non hanno contro indicazioni per l’applicazione di questi mezzi»

Che valore ha la fisioterapia per una persona diversamente abile che fa sport, a prescindere dal suo livello competitivo?
«Il corpo di una qualsiasi persona immersa in acqua diventa molto più semplice da gestire a livello articolare e quindi ci si muove molto più facilmente, tanto è vero che il nuoto viene prescritto spesso come attività riabilitativa post  infortunio. Detto questo, l’attività di fisioterapia abbinata allo sport permette agli atleti disabili di recuperare maggiore ampiezza nell’escursione articolare, cioè un movimento più ampio che può essere determinante negli eventi sportivi e utilissimo anche per poter svolgere attività quotidiane fuori dall’acqua. Inoltre, attraverso il nuoto e la fisioterapia, molti disabili che hanno poca mobilità possono mantenere una massa muscolare efficiente e migliorare la circolazione sanguigna, oltre che beneficiare anche degli importanti aspetti psicologici che offre l’attività del nuoto. Sto parlando della produzione di endorfine mediatori chimici che aumentano la tolleranza alla fatica e producono sensazione di benessere»

A cosa deve fare attenzione una persona diversamente abile prima di entrare in piscina per praticare l’attività natatoria e cosa è bene che faccia subito dopo che l’ha terminata?
«Sicuramente consiglierei di preparare la muscolatura prima di entrare in acqua, ovviamente in base alle capacità che ha la persona disabile. Un atleta di classe S9 può ad esempio fare tranquillamente stretching e riscaldamento in vasca, mentre le classi basse possono avvalersi del fisioterapista oltre alla vasca di riscaldamento per mantenere la preparazione muscolare. Gli atleti di classi basse hanno bisogno di un aiuto esterno per preparare la muscolatura, proprio con l’intervento di un fisioterapista, oltre al riscaldamento in acqua qualora fosse possibile. Il riscaldamento è in ogni caso fondamentale per ogni tipo di atleta, che sia disabile o no»

In base alla tua esperienza, quanto possono cambiare le capacità di un atleta diversamente abile in conseguenza a un trattamento muscolare che segue durante la stagione?
«Tantissimo, basti pensare che negli ultimi otto anni, da quando lavoro per la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, sono cambiate moltissime cose: mentre prima gli atleti non erano attenti alla cura del proprio corpo sotto l’aspetto medico fisioterapico, oggi quasi tutti sono seguiti da un fisioterapista e molti seguono inoltre trattamenti specialistici da Osteopati. Devo dire che ho notato un miglioramento nettissimo delle loro condizioni fisiche: l’allungamento permette una migliore funzionalità muscolare e aiuta a recuperare un’articolarità maggiore. Di conseguenza ottengono una migliore capacità di spingere acqua, abbassando i tempi delle performance, ma anche facendo meglio tante piccole cose quotidiane essendo più liberi nei movimenti»

Quanto è difficile il lavoro del fisioterapista quando bisogna seguire uno sportivo diversamente abile?
«Considerando che un atleta disabile di classe bassa ha un equilibrio acquatico e un galleggiamento molto particolare e precario, il fisioterapista deve lavorare in maniera molto attenta. La cosa importante è che l’intervento del fisioterapista sia mirato, evitando di compromettere l’equilibrio precario che tali atleti riescono a stabilire con tanta fatica. Bisogna lavorare con massima attenzione, perché se si lavora troppo sulla massa muscolare, ad esempio con il massaggio o facendo eccessivo stretching, o cercando reclutamento muscolare eccessivo, si rischia purtroppo di compromettere l’equilibrio dell’atleta in galleggiamento, mettendolo in difficoltà nel momento di massimo sforzo. L’esperienza che ho maturato negli anni assume un valore determinante, soprattutto negli atleti di alto livello che possono essere gestiti in maniera ottimale solo quando li conosci da tanti anni, perché solo conoscendoli benissimo puoi sapere come trattarli prima degli eventi importanti»

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4Life – All rights reserved

Swim4Life Magazine contribuisce dal 2011 a:

  • divulgare l’informazione sul nuoto della categorie Assoluti, giovanili, Paralimpici e Master
  • divulgare informazioni di interesse generale in merito ad alimentazione, salute, tecniche di nuotata e allenamenti
  • divulgare informazioni di interesse generale a riguardo dell’ambientamento bambini all’attività natatoria

Inoltre segue da vicino gli eventi più importanti di nuoto regalando migliaia di immagini realizzate da bordo vasca, offre notizie di anteprima e interviste ai protagonisti del nuoto di tutte le categorie, oltre ad allietare i lettori con svariati argomenti di Lifestyle.

Se il lavoro svolto fino ad oggi ti piace e ti farebbe piacere trovare sempre disponibile e aggiornato Swim4Life Magazine anche in futuro, abbiamo bisogno del tuo contributo.

Aiutaci a sostenere le spese necessarie a mantenere vivo questa Testata Giornalistica Registrata donando a tuo piacere per la nostra attività, te ne saremo immensamente grati!



Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*