Nuoto, lo sport ideale per una persona diversamente abile

Lo afferma il dottor De Luca della FINP, che promuove la disciplina acquatica per i numerosi vantaggi che offre

L’attività sportiva porta numerosi benefici fisici, in particolar modo il nuoto, che è uno sport che notoriamente influisce positivamente sullo stato di salute di qualsiasi individuo grazie al basso impatto, al basso sovraccarico delle articolazioni e al rilassamento muscolare che gli altri sport non determinano, dovuto al fatto che l’attività si pratica in acqua che è un ambiente che favorisce i movimenti per l’assenza di gravità.

Una persona può trarre numerosi vantaggi motori e di salute praticando il nuoto, soprattutto se si parla di una persona diversamente abile che ha la possibilità di praticare con il nuoto l’unico sport che non prevede l’utilizzo di protesi e di ausili.

«Il fatto di essere l’unica attività sportiva in cui l’atleta non ha necessità di ausili, è un più di un dettaglio,  equivale a un senso di libertà impagabile per una persona diversamente abile – afferma il dott. Stefano Maria De Luca, medico della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico (nella foto a destra), durante l’intervista realizzata per Swim4Life Magazine – Aumenta il tono muscolare migliorando l’autonomia dell’individuo e poi è uno sport che aiuta molto la persona anche sotto l’aspetto sociale, senza trascurare tutti i vantaggi psicologici che il nuoto sa regalare»

In ambito amatoriale, perché una persona diversamente abile dovrebbe fare nuoto?
«Il nuoto viene utilizzato spesso come strumento di riabilitazione dopo un incidente o un intervento,  quindi non è un caso se il nuoto è lo sport più praticato dai disabili e questo avviene perché presenta numerosi vantaggi. Detto questo, una persona diversamente abile può trarre numerosi benefici nel praticare nuoto, dal fatto che può utilizzare facilmente tutti i muscoli di cui dispone senza sovraccaricarli e senza avere necessità di utilizzare protesi o carrozzine, a quello che può praticare l’attività sportiva a prescindere dalle condizioni climatiche. E poi il nuoto ti fa stare bene, soprattutto quello competitivo e glielo dico per esperienza avendo gareggiato in acque libere, dove tra l’altro ci si può confrontare tra paralimpici e olimpici, una cosa molto bella che ti fa sentire parte di una grande famiglia»

Spostandoci in ambito competitivo, il rischio infortuni per un atleta paralimpico è pari a quello di un atleta olimpico?
«Partendo dal fatto che il nuoto è in generale uno sport poco traumatico per il basso impatto fisico, gli infortuni più ricorrenti in questa disciplina sono quelli da sovraccarico funzionale, soprattutto a carico dei tendini della spalla perché molto sollecitati. Nel caso dei paralimpici, questo problema può essere un aggravante perché ne limita anche l’autonomia nella vita quotidiana; anche per questo motivo l’allenamento nel nuoto paralimpico è strettamente personalizzato all’atleta e l’allenatore impara a conoscere bene i limiti oltre i quali non è consigliabile andare»   

Come si arriva nelle migliori condizioni alla competizione clou della stagione?
«Sicuramente attraverso un’ottima prevenzione fatta durante tutta la stagione, da parte dell’atleta e del suo allenatore, in modo tale da preparare atleticamente l’atleta senza forzare i tempi necessari a ottenere i miglioramenti. Inoltre, tra le attività di prevenzione che personalmente svolgo durante la stagione prima di arrivare all’appuntamento clou, vi è anche quella che riguarda il monitoraggio degli atleti affinchè non commettano leggerezze nell’assunzione di farmaci per curare le più svariate patologie che può avere un atleta paralimpico e risultare positivi all’antidoping»

Esegue periodicamente dei check con atleti e allenatori affinchè possa accertarsi che tutto stia andando nel modo corretto e arrivare preparati all’evento stagionale?
«Si, lo faccio quasi quotidianamente, perché gli atleti hanno il dovere di chiamarmi in presenza qualsiasi problema di salute o se si presenta la necessità di assumere un farmaco per curare una patologia. Molto spesso mi sento con gli atleti della nazionale, anche per cose che possono sembrare banali come l’utilizzo di una pomata»

Immagino che in conseguenza alle patologie di alcuni atleti paralimpici, sia indispensabile anche l’esenzione antidoping?
«Si, purtroppo questo accade molto spesso per gli atleti paralimpici. Bisogna richiedere il TUE ogni anno per sostanze e dosi specifiche, perché a causa di alcune patologie sono costretti ad assumere farmaci vietati. Per me, per la Federazione e per gli atleti stessi, è un aspetto molto impegnativo perché molti dei nostri atleti sono di altissimo livello, ma essere così rappresentati nell’RTP  è il segno che i risultati sono importanti. E i risultati si ottengono solo se il lavoro di squadra funziona e ognuno fa la sua parte, con passione»

Ti è piaciuto questo articolo? Allora metti un Mi Piace alla nostra Pagina Ufficiale su Facebook!

Swim4Life – All rights reserved

Swim4Life Magazine contribuisce dal 2011 a:

  • divulgare l’informazione sul nuoto della categorie Assoluti, giovanili, Paralimpici e Master
  • divulgare informazioni di interesse generale in merito ad alimentazione, salute, tecniche di nuotata e allenamenti
  • divulgare informazioni di interesse generale a riguardo dell’ambientamento bambini all’attività natatoria

Inoltre segue da vicino gli eventi più importanti di nuoto regalando migliaia di immagini realizzate da bordo vasca, offre notizie di anteprima e interviste ai protagonisti del nuoto di tutte le categorie, oltre ad allietare i lettori con svariati argomenti di Lifestyle.

Se il lavoro svolto fino ad oggi ti piace e ti farebbe piacere trovare sempre disponibile e aggiornato Swim4Life Magazine anche in futuro, abbiamo bisogno del tuo contributo.

Aiutaci a sostenere le spese necessarie a mantenere vivo questa Testata Giornalistica Registrata donando a tuo piacere per la nostra attività, te ne saremo immensamente grati!

Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
Shares
Verificato da MonsterInsights