Marco Ruggiero racconta il libro “La sensazione nel nuoto”

“La nuotata di Federica Pellegrini mi fece capire come fosse importante per l’uomo la ricerca continua di nuove sensazioni”

La passione può talvolta essere il carburante migliore per trasmettere le proprie emozioni, le proprie sensazioni, centrando gli argomenti giusti nella forma più semplice e comprensibile possibile. Tutto questo è alla base de “La sensazione nel nuoto”, libro con cui l’autore Marco Ruggiero vuole trasmettere un modo nuovo ed autentico di apprendere ed insegnare il nuoto.

Marco, nato a Napoli ma trasferitosi prima a Frosinone poi a Verona, dove risiede da più di trentacinque anni, è laureato in Filosofia. Nel nuoto ha un passato da 12 anni di agonismo con la Verona 85 e poi la federale Bentegodi, dove si allena la Divina Federica Pellegrini. Conta anche 9 anni come istruttore, attività fatta per passione alla piscina di Fumane (in passato chiamato Centro Sportivo Cementirossi) e poi Montebianco. Tra le altre passioni c’è il pugilato, fatto per 15 anni, sport amato anche dal campionissimo ex-nuotatore e pallanuotista, nonchè attore, sceneggiatore, produttore cinematografico Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli. Forse la passione per questi due sport individuali uniti dall’enorme sacrificio, ha forgiato Marco ad avere un quadro ampio dello sport.

“Marco Ruggiero è sempre alla ricerca di stimoli in ogni ambito che persegua – così parla di se Marco – in termine di massimo comune denominatore si può dire sempre intento alla visione di prospettive diverse e pertanto la creatività proiettata all’analisi è il nettare della conoscenza”

Cosa ti ha spinto a scrivere quello che è “un modo nuovo ed autentico di apprendere ed insegnare il nuoto” ?

“La spinta nasce dal fatto che spesso sottostiamo a forme dogmatiche di insegnamento in tutti gli ambiti, non solo in termini di nuoto, ma molto spesso la soggettività degli allievi verso cui rivolgiamo gli intenti necessita di aperture creative in un rapporto più dinamico e poliedrico, nello scopo di innescare un rapporto stimolante tra insegnante ed allievo e viceversa, improntato sull’esperienza di entrambi i soggetti. Una sinergia osmotica che dovrebbe essere sempre rispettata”

Tanti hanno provato a realizzare dei testi sul nuoto: chi si è soffermato sulla tecnica e la biomeccanica, chi invece ha provato a raccontare l’evoluzione del nuoto. A chi ti sei ispirato per realizzare la tua opera?

“La mia vita vissuta con la prospettiva ricevuta durante gli studi di filosofia è l’ispirazione e ad essa bisogna addizionare l’amore che ho fin da piccolo per il nuoto e del rapporto con l’acqua, ma soprattutto la gamma di sfumature che essa innesca in noi. Fin da piccoli e successivamente da grandi, ad ogni contatto con essa, si svilluppano sempre stimoli diversi e perciò fondamentale imbastire con essa un capacità di viverla ed interpretarla in termini versatili”

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Quanto tempo hai impiegato complessivamente per scrivere “La sensazione nel nuoto” e quali sono stati gli eventuali momenti difficili nella realizzazione di questo libro.

“Molto poco. Parlo di due mesi. Erano idee, sensazioni, esperienze che coltivavo da anni e nel momento in cui il quadro totale del libro ha preso piede e corpo in me, non è accaduto altro che il solo impegno di trasmetterlo con le parole. Nella stesura del libro non c’è stato nessun momento difficile in particolare. Solo qualche attenzione in più nel chiarire i concetti riguardo le categorie delle sensazioni”

Qual è la parte del libro che ti appassiona di più?

“Tutto mi appassiona del libro, ma curiosamente contro a possibili aspettative è la prefazione che determina il fulcro del libro perché in essa sussiste la forma mentis con cui ci si dovrebbe porre dinanzi ad ogni fenomeno della vita. Nello specifico il rapporto con l’ acqua ed il nuoto. Per un’idea ampia di vedute: infiniti punti compongono una retta ed in tutti questi punti passano infinite rette: una metafora chiara di quanto detto!”

Del nuoto di oggi, chi sono gli atleti che più si avvicinano al tuo modo di vedere questo sport e quali di questi ti ha aiutato a forgiare il tuo pensiero?

“Potrei essere impreciso e poco sincero a segnalare dei nomi di atleti, però riporto un anedotto che mi colpì molto nei termini in cui la mia filosofia di conoscenza ed approccio al nuoto rende autentico il mio punto di vista. Non ricordo che mese estivo fosse, anni fa ero presso la piscina federale di Verona, giorno in cui c’era una pioggia molto insistete, in quel frangente ebbi modo di vedere in acqua nella vasca esterna Federica Pellegrini. Nessuno al di fuori di lei era in vasca. Il suo allenamento proseguiva comunque. Non voglio vedere questo episodio solo come esempio di tenacia o necessità di allenamento, ma come possibilità di ricevere ulteriori sensazioni: il braccio che usciva fuori dall’acqua ed era soggetto all’acqua piovana e poi rientrava in acqua subiva stimoli diversi rispetto ad un recupero aereo di un braccio integro in una vasca interna. L’immagine del corpo soggetto all’acqua piovana durante la nuotata diventò per me l’idea metaforica per cui esistono sfumature e bombardamenti sensoriali continui con lui l’uomo può migliorare l’approccio all’acqua e crescere le capacità propriocettive. Forse un immagine molto enfatizzata, ma propedeutica a comprendere che siamo in un ambiente sempre pioneristico e non finiremo mai di scoprire”

Con quali finalità hai deciso di impegnarti per realizzare questo libro?

“La finalità era solo il piacere di comunicare solo una prospettiva come tante altre. Di aprire un punto di riflessione su dinamiche evolutive in termini di insegnamento, un ulteriore tassello di un puzzle che non si concluderà mai, ma dove è essenziale caratterizzarne i colori”

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.