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L’impatto del lavoro dei College Americani sui risultati degli atleti alle Olimpiadi di Tokyo

Negli Stati Uniti arrivano atleti da tutto il mondo, perché possono dedicarsi al massimo al nuoto ma anche agli studi

Perché gli atleti americani vanno così forte? Perché hanno una marcia in più rispetto ad altri? Perché gli Stati Uniti sono una fucina di campioni che si alternano nel corso dei decenni?

La risposta è sicuramente ampia, ma tra gli elementi che indubbiamente pesano sulla risposta, c’è l’aspetto che riguarda la possibilità di studiare e nuotare ad altissimi livelli.

Il nuoto non è un lavoro per nessuno, né per gli atleti italiani e nemmeno per quelli americani e tutti sanno che mentre si è atleti, è importante costruire anche il futuro che arriverà quando la carriera competitiva sarà arrivata al termine.

E questo vale tanto per gli atleti che non riescono a raggiungere livelli eccelsi, quanto per quelli che invece diventano leggende, come un Michael Phelps o una Federica Pellegrini ad esempio.

Per tutti è importante avere un’istruzione e una preparazione che consenta loro di potersi affermare nel settore professionale in cui si punta per il dopo carriera acquatica, altrimenti tutto sarà più difficile e si rischia anche di non avere le carte in regola per cogliere delle opportunità.

La differenza sostanziale tra gli Stati Uniti e qualsiasi altro Paese nel mondo è che lo sport ha un valore veramente molto importante, così come gli studi.

È per questo che negli Stati Uniti ogni atleta ha la possibilità di dedicarsi anima e corpo agli allenamenti e affermarsi nello sport, senza però tralasciare gli studi.

Ed è per questo che gli Stati Uniti accolgono ogni anno tantissimi atleti provenienti anche da altri Paesi del mondo, che hanno volontà e capacità di potersi dedicare al massimo sia negli studi che nello sport agonistico competitivo.

I numeri

Il Men’s Swimming Programs degli USA vede quasi 500 Università/College che al loro interno hanno un team di nuoto maschile:

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  • 401 nella NCAA
  • 22 nella NAIA
  • 67 nella NJCAA e CCCAA

Il Women’s Swimming Programs non è da meno:

  • 519 nella NCAA
  • 31 nella NAIA
  • 21 nella NJCAA e CCCAA
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Complessivamente soltanto nel Nuoto, sono oltre 12mila gli atleti studenti maschi e oltre 16mila le atlete studenti femmine impegnati tra NCAA, NAIA, NJCAA e CCCAA!

Ma cosa sono quelle sigle?

NCAA, National Collegiate Athletic Association, è la più grande e strutturata organizzazione che gestisce le attività sportive degli atleti che partecipano ai programmi sportivi negli Stati Uniti, gestendo ben 1268 College e Università negli Stati Uniti;

NAIA, National Association of Intercollegiate Athletics, è un’associazione sportiva che organizza campionati nazionali e programmi atletici in realtà più contenute, College e Università che comunque hanno facoltà standard da 4 anni;

NJCAA, National Junior College Athletic Association, un’associazione sportiva di community college, statale e junior (ovvero Università che hanno corsi dì studio di due anni), che lavora in 24 regioni separate in 24 stati ed è divisa in 3 divisioni;

CCCAA, California Community College Athletic Association, un’associazione sportiva di community college nello stato americano della California.

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Queste quattro associazioni rappresentano raggruppamenti di lega sportiva diverse tra loro, ovvero ognuna di esse ha un proprio circuito sportivo e non sono previste competizioni tra loro.

Ogni associazione garantisce però il medesimo programma di studi, con l’unica differenza che le scuole appartenenti a ciascuna lega offrono facoltà di due o quattro anni.

Infatti dopo i due anni in CCCAA e NJCAA, i ragazzi e le ragazze si spostano solitamente in un college NAIA o NCAA per terminare i canonici quattro anni di studi.

In pratica tutto il territorio americano è coperto da queste quattro associazioni che garantiscono sport e studi ai giovani all’interno di programmi che prevedono importanti Borse di Studio che consentono agli studenti di avere delle entrate importanti a sostegno delle loro attività.

Inoltre la Title Nine garantisce parità di trattamento ai due sessi: è la legge americana secondo cui se le Università devono stanziare la stessa cifra sia per il dipartimento atleti maschile che femminile.

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L’entusiasmo e l’enfasi che gira intorno a tutto questo, sia da parte dei docenti che da parte degli allenatori, ma anche delle famiglie dei ragazzi, è straordinario.

Per avere una chiara idea di cosa stiamo parlando, può aiutare guardare Blind Side, il film attualmente disponibile su Amazon Video basato sul libro di Michael Lewis che racconta la storia vera di Michael Oher, giocatore di Football Americano professionista.

Sia sotto l’aspetto sportivo che di integrazione sport-studi, non c’è niente di paragonabile e simile al sistema americano nel mondo intero.

L’impatto del lavoro dei College e delle Associazioni Sportive sulle Olimpiadi di Tokyo

I risultati che questo sistema ottiene, si traducono in numeri straordinari e se analizziamo ad esempio le ultime Olimpiadi di Tokyo, potremo trovare che:

  • secondo la NCAA, circa il 75% degli atleti olimpici degli Stati Uniti a Tokyo in tutti gli sport ha gareggiato o gareggerà al College;
  • oltre a quel 75% della squadra americana, gli atleti NCAA rappresentavano più di 100 paesi ai Giochi di Tokyo;
  • per ciò che riguarda il nuoto, a Tokyo 2020 sono state distribuite più di 200 medaglie a 124 nuotatori diversi;
  • di questi 124 nuotatori, 43 (circa un terzo!) hanno gareggiato all’interno della NCAA, sono attualmente in un elenco di nuoto NCAA o si sono accordati per nuotare per un college NCAA nei prossimi anni!

Quei 43 nuotatori provengono da 19 scuole diverse e, oltre che dagli Stati Uniti, provengono da Paesi diversi, tra i quali è presente anche l’Italia.

Con i loro atleti, le Università di Stanford, Florida, Cal. Berkeley, Georgia, Indiana e Michigan, hanno totalizzato la bellezza di 48 medaglie olimpiche a Tokyo!

Ci sono moltissimi atleti di spicco a livello internazionale che hanno nuotato, nuotano o nuoteranno per un college NCAA.

Tra gli atleti più noti ci sono Caeleb Dressel (Florida U.), Lilly King (Indiana U.), Ryan Murphy (Cal. Berkeley) e anche l’Azzurro Federico Burdisso (Northwestern U.).

Come ottenere una Borsa di Studio per andare a studiare e fare l’atleta negli Stati Uniti?

Per tutti gli atleti e le famiglie che volessero poter sfruttare l’opportunità offerta negli Stati Uniti ma non sanno come fare, esiste College Life Italia, una realtà italiana che rappresenta un ponte istituzionale tra Italia e Stati Uniti per permettere ai giovani di fare sport e avere un prezioso sostegno economico per gli studi.

Per maggiori informazioni, clicca qui.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine