Psicofisiologia dello stress e Sindrome da Over-training.

Come curare l’organismo di uno sportivo.

Con questo articolo apriamo l’argomento dello stress da allenamento, ovvero sovrallenamento, che tratteremo in tre parti, iniziando dall’introduzione nella quale affronteremo il sistema nervoso e le sue principali funzioni, per poi passare allo stress da sovrallenamento nella seconda parte ed analizzare infine le diagnosi del sovrallenamento nell’ultima parte.

L’elaborazione di stimoli negli esseri umani, coinvolge pressoché tutti i sistemi: lo stimolo viene percepito inconsciamente dai sensi, poi viene condotto dai neuroni sensibili periferici al sistema nervoso centrale e integrato ed elaborato in diverse “tappe”.
Lo stimolo raggiunge quindi il sistema talamico, che mette in moto gli istinti ed il sistema limbico che lo trasforma in emozione. In questa forma arriva alla corteccia cerebrale ed è finalmente percepito cognitivamente. Nelle diverse tappe sono attivati svariati sistemi di regolazione: dai riflessi neurospinali al sistema neurovegetativo, dai sistemi neuromessaggeri centrali, endocrini, ormono-tessutali periferici, al sistema di regolazione basale e immunitario.

I sistemi di regolazione attivano e coordinano le adeguate risposte (comportamentali, locomotorie, metaboliche e immunitarie), in modo da reagire allo stimolo per modificarlo con un comportamento adatto. In questi circuiti regolatori, la cognizione, situata nella corteccia cerebrale, ha la funzione di ” correggere il tiro”.
Si definisce stress l’insieme di variazioni fisiologiche, causate  dalla percezione di un evento avverso o situazione di pericolo. Esso è causato dai cosiddetti agenti stressanti (Stressors) che sono di natura psichica e fisica.
Uno dei principali studiosi delle reazioni allo stress, Hans Selye, ha definito i meccanismi di risposta allo stress inquadrandoli nel seguente algoritmo:

Schema_stress_Hans_Selye

Questo  schema descrive “Le fasi della Sindrome di Adattamento Generale”.
Le risposte allo stress si dividono in:

– A breve termine: reazioni e variazioni adattative, che aiutano a rispondere allo stressor (inibizione dei processi infiammatori, mobilizzazione delle risorse energetiche, risposta alle infezioni, ecc)
– A lungo termine: includono reazioni anti-adattative (es. ipertrofia delle ghiandole adrenergiche, ulcera gastrica, aumento della suscettibilità alle infezioni)

stressIl sistema nervoso simpatico (detto anche autonomo) è il principale mediatore nel nostro organismo delle risposte allo stress; infatti l’ evento stressante innesca subito la liberazione di adrenalina e noradrenalina dalla midollare del surrene che risultano gli ormoni principalmente coinvolti nella risposta allo stress.
Lo stress si identifica con una secrezione psico-indotta di ormoni catabolizzanti da parte delle ghiandole surrenali in risposta a stimol iipotalamo-ipofisari.
L’ipotalamo secerne fattori di rilascio per l’ipofisi per la produzione di ADH e ACTH.
L’ADH (o vasopressina) fronteggia la diminuita volemia (rapporto tra volume ematico e letto vascolare) mediante la ritenzione di liquidi (causante l’aumento di volume ematico) e la costrizione dei vasi.
L’ACTH agisce a livello della corticale del surrene, causando il rilascio di cortisolo e aldosterone.
Il cortisolo stimola la gluconeogenesi (conversione delle proteine in zuccheri) e inibisce l’azione dell’insulina (insulinoresistenza).
L’aldosterone agisce a livello renale stimolando il riassorbimento di sodio che per osmosi “trascina” con sé acqua, contribuendo al ripristino del corretto livello volemico.
Il riassorbimento del sodio si accoppia all’escrezione di potassio e ioni idrogeno, la cui deplezione provoca l’acidificazione delle urine e l’alcalinizzazione del sangue (causata in sinergia dall’iperventilazione).
Il rene rileva il calo di pressione attraverso la macula densa dell’apparato iuxtaglomerulare e tramite la secrezione di renina attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone; l’angiotensina II è un potente vasocostrittore.
Il sistema ortosimpatico causa il rilascio di adrenalina e noradrenalina, in particolare dalla midollare surrenale. Questi ormoni causano:

  • una costrizione dei vasi cutanei (pallore) e viscerali addominali (recettori alfa)
  • una dilatazione dei vasi muscolari (recettori beta)
  • aumento della frequenza cardiaca (conseguente aumento della gittata cardiaca, recettori beta)
  • broncodilatazione
  • midriasi
  • inibizione del rilascio e dell’efficacia dell’insulina (insulinoresistenza e possibile diabete mellito tipo 2)
  • aumento della sensibilità al glucagone

sistema_nervoso_in_uno_sportivoQuesti ultimi due effetti causano l’alterazione del metabolismo, spinto verso il mantenimento di alti livelli glicemici.
In breve, un aumento dell’idrolisi proteica muscolare e dei trigliceridi fornisce aminoacidi e glicerolo per la gluconeogenesi e causa un calo ponderale. La glicolisi è inibita.
Lo stress prolungato porta ad una iper-produzione di cortisolo ad opera del surrene, incrementando così la produzione di glucosio ed accelerando il metabolismo basale, in modo da sostenere l’intensità dello sforzo.
Ma uno stress prolungato può essere causa di disturbi prevalentemente fisici, inducendo infatti  le cosiddette malattie psico-somatiche che vanno dalle comuni infezioni, all’ ulcera gastrica, ai disturbi di panico, ecc…
Si parla, in questo caso, di risposta maladattativa ad un evento stressante.
Essa  può determinare l’insorgenza di un quadro patologico: la maladattatività può risultare di interesse clinico, qualora consista in sintomi emotivi o comportamentali, tali da causare sofferenza soggettiva e una significativa compromissione nel funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.
Le caratteristiche di fragilità o rigidità del soggetto giocano un ruolo importante, nel momento in cui egli deve produrre strategie per rispondere in modo adeguato ad una modificazione dell’ambiente.
Lo stress, attivando il sistema nervoso simpatico e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, determina  un potenziamento della risposta immunitaria ed aiuta ad attaccare i virus e persino i tumori. Persino le “emozioni” negative come la paura e la rabbia stimolano l’attività del sistema immunitario.
Per concludere, abbiamo visto che nella regolazione dello stress, il sistema nervoso autonomo (vegetativo) gioca un ruolo molto importante. Esso si divide in:

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  • sistema nervoso parasimpatico
  • sistema nervoso simpatico

Ha la funzione di regolare l’omeostasi dell’organismo ed è un sistema neuromotorio non influenzabile dalla volontà che opera con meccanismi appunto autonomi, relativi a riflessi periferici sottoposti al controllo centrale.
Il sistema nervoso autonomo controlla soprattutto il movimento della muscolatura liscia, l’attività cardiaca e l’attività secretoria ghiandolare.

Sistema parasimpatico
sistema_nervioso_simpatico_e_parasimpaticoIl parasimpatico è quella parte del sistema nervoso autonomo che provvede a funzioni viscero/somato-sensitive, oltre a broncocostrizione, vasodilatazione, peristalsi della muscolatura gastroenterica, secrezione di ghiandole salivari, lacrimali nonché organi annessi al tubo digerente (pancreas e fegato); interviene nell’innervazione del muscolo detrusore della vescica, la cui contrazione, accompagnata dal rilassamento del muscolo sfintere liscio della vescica, porta alla minzione.
La “trasmissione” dell’impulso nervoso avviene mediante liberazione di una sostanza chimica, l’Aceticolina, sia nei gangli che a livello dell’organo o del tessuto bersaglio.

Sistema ortosimpatico o anche Sistema simpatico
L’innervazione simpatica viene tradizionalmente descritta come una componente che svolge una funzione fuga\attacco (fight or flight). Fa capo a reazioni opposte rispetto all’innervazione parasimpatica: broncodilatazione, vasocostrizione, tachicardia, costrizione degli sfinteri, contrazione della muscolatura delle vie spermatiche (quindi contribuisce all’eiaculazione).
L’aceticolina è usato anche dalle fibre postgangliari parasimpatiche, nonché simpatiche sia a livello pregangliare per l’azione vasocostrittrice, sia per l’azione secretrice delle ghiandole sudoripare e delle ghiandole surrenali che, coinvolte con la secrezione della noradrenalina da parte della frazione midollare nella reazione di fuga/paura e stress.
Il resto delle fibre postgangliari simpatiche utilizzano come neurotrasmettitore la noradrenalina che ha solo recettori alfa (vasocostrizione del Territorio Splancnico).

Come specificato in apertura, questo articolo fa da introduzione all’argomento del sovrallenamento che tratteremo nelle prossime due parti con “Lo stress da sovrallenamento” e “Le diagnosi del sovrallenamento”.

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Cristiano D Errico

Laureato nel 1998 in Medicina e Chirurgia e specializzato nel 2002 in Anestesia e Rianimazione con lode presso l’Università degli Studi Napoli ” Federico II”. Dirigente medico 2003-2007 presso Ospedale “S. Giuseppe Moscati” di Aversa e dal 2007 presso A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli. Dal 2004 inoltre convenzionato con l’ A.U.P. ” Federico II” Napoli. Consulente tecnico presso il Tribunale di Napoli, Membro della Federazione Medico Sportiva Italiana.