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L’importanza di preparare i cambi della staffetta.

Nel nuoto tutto si costruisce in allenamento e nulla si improvvisa.

La regola basilare da seguire per allestire una buona staffetta è molto semplice: il primo staffettista deve essere molto bravo e veloce ad eseguire la partenza dal blocco, mentre gli altri devono saper eseguire il cambio in maniera veloce e reattiva. Ma come si prepara una staffetta? Come si fa ad allenare i cambi affinché siano veloci e allo stesso tempo non si rischino squalifiche per cambi irregolari?

Soprattutto in uno sport come il nuoto, nel quale anche un solo centesimo di secondo può valere oro, bisogna dedicare molta attenzione e dare molta importanza a tutti quelli che apparentemente possono sembrare dettagli da poco e che invece in una gara possono assumere un valore prezioso. Ecco perché nulla va lasciato al caso e tutto va invece preparato in allenamento.

Talvolta negli allenamenti si preferisce la quantità alla qualità, togliendo importanti spazi alle sessioni dedicate alla tecnica, alle partenze, alle virate e ancora di più alle prove di cambio nelle staffette.
Provare i cambi significa imparare i tempi del proprio compagno di squadra e memorizzarli affinchè si possa eseguire quasi meccanicamente un cambio perfetto e veloce, senza rischiare squalifiche e tale da riuscire a “rubare” quei preziosi centesimi di secondo partendo perfettamente in maniera “lanciata”.
Uno degli esempi più indicati al caso è quello di Marco Orsi che è senza alcun dubbio uno dei migliori frazionisti al mondo per una staffetta, capace di staccare il cambio molto vicino a zero secondi. Nella 4×100 stile libero dei Mondiali di Kazan 2015 nella quale l’Italia vinse la medaglia di bronzo, giusto per fare un esempio su qualcosa di recente, Marco Orsi staccò dal blocco di partenza dopo zero secondi e sette centesimi dal tocco della piastra cronometrica da parte di Luca Dotto che partì in prima frazione!

Ma cosa prevedono i regolamenti FINA in merito al cambio della staffetta? Ciò che è previsto dai regolamenti è che il nuotatore alla partenza può avviare il movimento per tuffarsi anche prima che il compagno di staffetta tocchi la piastra cronometrica, purchè almeno un piede dell’atleta che parte sia a contatto con il blocco di partenza nello stesso momento e prima che il compagno di squadra tocchi la piastra cronometrica.

reley-swimmingÈ stato studiato che una partenza in staffetta eseguita con un cambio veloce porti a risparmiare da 0,5 a 1,5 secondi sulla gara rispetto ad una normale partenza in una gara individuale, parlando di atleti d’elite. Se parliamo invece di atleti meno esperti e di livelli inferiori, il guadagno che si può ottenere eseguendo cambi veloci in una staffetta può aumentare ancora di più. Inoltre accade spesso che molti nuotatori migliorino la propria prestazione quando gareggiano in una staffetta rispetto al crono nuotato nella gara individuale, grazie al clima e lo spirito di squadra che si respirano ai blocchi prima di partire. Chi pratica il nuoto sa che la staffetta ha tutto un altro sapore rispetto alla gara individuale e gareggiare non più solo per se stessi ma anche per i compagni di squadra, dà una carica di adrenalina e una responsabilità maggiore.

Ecco perché sarebbe importante durante la stagione praticare esercizi finalizzati anche ad allenare i cambi in staffetta, sia per il nuotatore che parte dal blocco di partenza che per quello che deve toccare la piastra cronometrica concedendo così lo start al proprio compagno.
Un esercizio utile è quello di provare i cambi con diversi compagni di squadra ed anche di mischiare maschi e femmine, così da memorizzare i movimenti dell’arrivo di chi sta nuotando in diverse velocità, preparando gli atleti ad essere sempre pronti a qualsiasi tipo di cambio ed aumentando così la loro sensibilità, l’attenzione e la reattività alla partenza. Per perfezionare la staffetta specifica poi, la cosa ideale è provare i cambi con gli atleti che la formeranno e nell’ordine in cui si disputerà la gara.

Chi sta nuotando e deve dare il cambio al compagno di squadra, non deve mai arrivare alla piastra cronometrica in fase di scivolo, ma aggredire la vasca bracciata su bracciata fino all’ultimo centimetro. Ai fini di un buon cambio, il nuotatore che arriva alla piastra cronometrica ha la stessa responsabilità di quello che parte dal blocco. Se infatti il compagno di squadra arriva troppo lungo o troppo corto, finirà per confondere il frazionista in partenza che rischierà di staccare dal blocco non lanciato, perdendo decimi di secondo preziosi, o peggio ancora una squalifica per cambio irregolare.
train-change-releyÈ inoltre importante allenare il tuffo che deve avere una spinta potente e reattiva, un perfetto allineamento del corpo per l’ingresso in acqua, un attacco di gambata veloce e una veloce riemersione.

Per eseguire un cambio veloce e ben lanciato, l’atleta che è pronto a partire dal blocco di partenza deve restare in posizione verticale, senza piegarsi come quando si parte in una gara individuale, seguire il compagno di squadra che sta nuotando verso di lui con braccia e mani protese in avanti, affinchè possa inquadrarlo a di esse ed effettuate una rotazione delle braccia di 360° all’indietro per poi slanciarsi nel tuffo nel momento in cui le mani ritornano sui fianchi che dovrebbe coincidere con l’avvicinarsi del compagno di squadra alla piastra cronometrica.

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Il video della finale della 4×100 stile libero maschile ai Mondiali di Barcellona 2013 è un valido e pratico esempio di come impostare i cambi in staffetta grazie alle ottime riprese posteriori e laterali che mostrano bene le fasi di cambio.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine