Nuoto Acque Libere, consigli per la ripresa degli allenamenti ai tempi del Covid-19

Come organizzarsi, a cosa prestare attenzione e come gestire l’allenamento in piena sicurezza

Il nuoto in acque libere è in questo momento la via di uscita per molti appassionati che dopo il lungo stop forzato causato dall’emergenza sanitaria per Coronavirus Covid-19 vogliono ritornare in acqua e riprendere gli allenamenti, ma le acque libere non sono un territorio facile ed è bene essere preparati per non rischiare di compromettere la propria salute.

Alcuni consigli per affrontare al meglio l’esperienza delle acque libere sono forniti dall’esperto Luciano Vietri, allenatore FIN dal 2009, Responsabile Settore Master del Nautilus Sporting Center ed esperto di acque libere, ambiente in cui tra l’altro organizza la 12 ore nuotando con amore, la SwimmInLove e la partecipazione a competizioni con gruppi di atleti mediante la Swimming Travel.

In questo primo periodo, in cui l’acqua sarà tra i 16 e 20 gradi centigradi, si dovrà prevedere l’utilizzo della muta, la doppia cuffia e un paio di occhialini più comodi possibili. È importante usare la vasellina per evitare escoriazioni al collo o sotto le ascelle, in base all’utilizzo di muta o meno.

Per l’acquisto della muta, si consiglia in questa fase di scegliere un modello entry level e che comunque abbia un ottimo rapporto qualità prezzo: la muta Speedo è l’ideale e si può acquistare anche online, ad esempio da Nuoto Extremo, che offre anche la possibilità di fare sostituzioni.

Per applicare la vasellina è indispensabile usare guanti in lattice, poiché durante l’utilizzo non bisogna sporcarsi le mani che potrebbero poi sporcare gli occhialini e la cuffia.

Importante anche la boa, utile sia per la propria segnalazione che per conservare i propri effetti personali anche in mare e almeno un paio di asciugamani.

Qual è la funzione della muta
La muta è capace di trattenere il calore generato dal corpo umano una volta in movimento, pertanto appena entrati in acqua non si avvertirà subito una protezione dal freddo, poiché l’acqua penetrerà all’interno della muta.

Il senso di calore si avvertirà dopo alcuni minuti di nuotata, una volta che il corpo inizia a produrre calore in conseguenza allo sforzo fisico. Il consiglio è di iniziare gradualmente, con un notevole riscaldamento prima di entrare in acqua, l’utilizzo del rullo per allungare la muscolatura, esercizi di respirazione e stretching.

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Molto importanti gli esercizi di respirazione che aiuteranno a nuotare nei primi minuti di nuotata, in cui il freddo causerà difficoltà respiratorie.

Una volta partiti, è bene nuotare lungo la costa, con punti di appoggio visivi ben chiari, evitando traversate e di nuotare troppo a largo.

In caso di mare, evitare le nuotate con mare alto e con presenza di corrente. La sicurezza è primaria per gli atleti e non bisogna mai sottovalutare gli aspetti legati ad essa.

Nuotare almeno in due è fondamentale, soprattutto per gli aspetti legati alla sicurezza e quindi all’assistenza. Una persona che possa aiutarti in un momento di difficoltà è indispensabile quando si nuota in acque libere.

Va bene utilizzare gps, swim tracker e timer al polso, ma è molto meglio sentire il proprio corpo, regolando di conseguenza le andature.

In mare è possibile fare incontri con meduse, ma in caso di contatto non bisogna farsi prendere dal panico. Restare in acqua è la miglior contromisura per alleviare il dolore provocato da una medusa. Se si decide di uscire fuori dall’acqua non bisogna utilizzare sabbia, ma il cloruro di alluminio che rappresenta una soluzione molto efficace a contrastare gli effetti di una medusa.

È importante nuotare distante dai tratti di mare dove sono presenti scogli che possono essere molto pericolosi.

Ovviamente, rispettate le distanze di sicurezza, evitate di scambiarvi attrezzature quali occhialini, cuffie e costumi che possono essere contaminati da virus e prendere conoscenza delle ordinanze regionali, perché non sono permissive in tutte le Regioni.

Non abbiate fretta di recuperare il tempo perso, andate per gradi. Si avrà probabilmente la possibilità di togliere la muta dalla fine di maggio/inizio giugno.

È bene che la tipologia di allenamento da seguire in questa prima fase sia aerobica, con molto esercizi di tecnica. Ce ne sono molti, ma tra i tanti ne consigliamo tre molto basilari:

  • Respirazione bilaterale per cercare di equilibrare postura e muscolatura durante la nuotata
  • Alternare nuotata a occhi chiusi con nuotata a occhi aperti, con una frequenza di ogni sei bracciate
  • Inserire ogni quattro bracciate una respirazione frontale per verificare la rotta

Le acque libere sono uno sport a parte, non dimenticatelo mai.

Luciano Vietri

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