Come gestire le difficoltà per curare l’estetica dei nuotatori.

Donne e uomini in vasca.

Io in piscina non volevo davvero entrare. A parte il panico dell’acqua che ben ha giocato il suo ruolo di Bomber, vi erano altri mille motivi a tenermi ben lontana da quella vasca blu. Una delle mie “frasi celebri” (che, a questo punto credo troverete su qualche incarto di cioccolatini) era: “se il Signore avesse voluto farmi nuotare mi avrebbe fatto una bella pinna al posto di queste gambe”.
Se hai le gambe stai sulla terra ferma, l’acqua è per i pesci. Non meno importanti, però, sono le questioni apparentemente puramente “femminili” da affrontare se si decide di frequentare un corso di nuoto.

I maschi non devono fare altro che indossare un costume e buttarsi in acqua. Noi femminucce invece, dobbiamo affrontare questioni preliminari per la gestione delle quali, spesso, si inizia la preparazione dal giorno prima. Stiamo parlando di un problema che sta a cuore a tutte, la depilazione!

Brevemente, qual è la differenza tra maschi e femmine? Le femmine devono depilarsi, i maschi no. L’uso del verbo “dovere” non è casuale, atteso che poi, i gusti del singolo prevalgono su quello che, dal mio punto di vista, è il “dover essere”. La verità, che ho scoperto solo frequentando la vasca, è che se pratichi uno sport in cui un centesimo di secondo vale un’intera stagione, allora ecco che il problema diventa bipartisan. Per quanto riguarda i nuotatori, prima che venissero lanciati sul mercato dei costumi fatti con materiali altamente tecnologici, c’erano ottime ragioni per depilarsi per il cosiddetto “flusso laminare”, ovvero la facilità con la quale un fluido può scorrere intorno ad un oggetto.

L’acqua è mille volte più densa dell’aria e perciò è necessario avere una superficie perfettamente liscia per nuotare senza problemi. Gli studi scientifici hanno dimostrato che rimuovere i peli del corpo ottimizza moltissimo il flusso laminare. Può avere un grande impatto sulla distanza raggiunta con ogni movimento e, in una gara olimpionica, quel centesimo di secondo può fare davvero la differenza!
Noi del gentil sesso invece, abbiamo questo dovere prima verso noi stesse, poi nei confronti dell’umanità che altrimenti si estinguerebbe. Dobbiamo essere lisce, sia in gara che in allenamento, non ci sono alternative. La pelle deve essere libera, pulita e perfettamente depilata. E se qualcuna può in inverno rilassarsi un pó nascondendosi dietro pantaloni e maglioni, noi, impavide della prova costume tutto l’anno, certe libertà non possiamo proprio prendercele.

migliorare-idrodinamicità-nuotoCome depilarsi e quali accorgimenti curare
Per entrambi i sessi, il metodo più efficace per avere una pelle liscia è certamente la ceretta. Noi donne siamo abituate a tale rituale, sottoponendoci alla tortura dello strappo almeno una volta al mese.
I maschietti che vogliono affrontare una gara sfruttando la possibilità di aumentare del 5% (almeno) la propria prestazione riducendo l’attrito con l’acqua, si avvicinano alla depilazione in modo spesso errato, rischiando follicoliti, irritazioni o di seccare eccessivamente la pelle. Per rendere meno fastidioso l’appuntamento con l’estetista, ecco pochi piccoli accorgimenti, utilizzabili da entrambi i sessi, da apportare una settimana prima della depilazione e due settimane prima della gara:

  • Eseguite uno scrub sulle zone da depilare utilizzando un prodotto specifico oppure semplice sale rosa (lo trovate in erboristeria per pochi euro) da massaggiare con forza su gambe, braccia e addome (per i maschi ovviamente). Eliminerà le cellule morte e favorirà l’uscita di eventuali peli incarniti
  • Fissate l’appuntamento con l’estetista tra i tre ed i cinque giorni prima della gara. Evitate di sottoporvi alla ceretta il giorno prima, rischiereste di trovarvi in gara a dover combattere con fastidiosi pruriti e/o irritazioni
  • Subito dopo la depilazione applicate sulle zone trattate una crema idratante oppure olio di mandorle dolci, faciliterà la rigenerazione della pelle ed attenuerà il rossore
  • Per quanto riguarda la barba, così cara ad una grande parte dell’universo maschile (e femminile), faccio riferimento ad una leggenda metropolitana che ha come protagonista Mark Spitz: nel 1972 il nuotatore statunitense vinceva, a dispetto dei suoi baffoni, ben sette medaglie iridate alle Olimpiadi di Monaco. Un giornalista della TV russa gli chiese come mai non si tagliasse tutto quel pelo sulla faccia che secondo la leggenda certamente lo rallentava. Egli rispose dicendo che proprio i baffi invece erano la chiave del suo successo, perché convogliando l’acqua sui lati della faccia, come fossero la prua di un rompighiaccio, permettevano di migliorare la sua idrodinamicità. Ebbene, l’anno dopo moltissimi nuotatori russi si presentarono alle gare con i baffoni alla Mark Spitz!

Questo articolo fa parte della nuova rubrica di Swim4Life Magazine lanciata la scorsa settimana e che ha uno scopo ben preciso: quello di raccontare tutto ciò che riguarda il nuoto e che gira intorno al nuoto in maniera semplice, forte, diretta, dissacrante, irriverente, divertente e comunque veritiera, così come osservato dagli occhi di una fan sfegatata che il nuoto lo vive in prima persona, dentro e fuori dalla vasca.
Avvocato di giorno, Master provetta durante i momenti liberi della giornata e appassionata di tutto ciò che è nuoto, questa rubrica è figlia di Giusy Cisale!

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Giusy Cisale

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