Le donne nel nuoto e i dettagli che le differenziano dagli uomini

Il lato rosa mostra forza e vigore tutti i giorni, ma anche se di routine, non sono poche le cose che differenziano le donne dagli uomini in vasca

Tutte le donne che praticano nuoto hanno visto direttamente sul proprio corpo e sulla propria psiche i benefici che questo sport porta con sé. Il corpo cambia ed acquista armonia, aumenta la tonicità e porta una diminuzione della tanto odiata cellulite. Lo sviluppo delle endorfine poi, porta giovamento alla mente e ciò lo rende un ottimo antistress ed antidepressivo.
Ci sono aspetti del nuoto però che soltanto una donna può capire, difficoltà che in maniera più o meno abile superiamo quotidianamente, dimostrando al mondo quanto siamo il sesso forte.
Eccovi alcune delle esperienze uniche che soltanto le nuotatrici possono comprendere.

Gare prettamente maschili
Tutte le discipline di gara prevedono la divisione e la relativa classifica maschio/femmina. Le donne hanno caratteristiche fisiche che in questo sport per ora le fanno raggiungere tempi leggermente inferiori rispetto ai maschietti. La massima aspirazione dei nuotatori di ambo i sessi è entrare nell’Olimpo del Nuoto attraverso la manifestazione per eccellenza, le Olimpiadi. Nella più importante delle manifestazioni sportive del globo però, vi è una gara ancora preclusa al mondo femminile, i 1500 stile libero. Si spera che i risultati ed i tempi raggiunti da atlete come Janet Evans, Katie Ledecky, ma anche l’italiana Simona Quadarella, facciano capire al Comitato Olimpico Internazionale che anche in questa specialità di gara le donne darebbero spettacolo e non sarebbe un errore inserirla nel programma olimpico.

Il costume da gara
I nuotatori maschi non sanno quanto siano fortunati a doversi tirare su il costume da gara soltanto fino ai fianchi. Per le donne, una volta superato l’ostacolo “fianchi” si apre uno scenario altrettanto apocalittico. L’opera di vestizione già ardua per chi sceglie un costume gara “open back” diventa una vera impresa quando si preferisce un modello “closed back”. A quel punto da tirare su c’è più della metà dell’intero costume, che sarà perfettamente indossato soltanto quando un’anima buona ti avrà aiutato ad infilare le braccia nelle spalline.

nuotatriciIl ciclo
Le donne ringraziano vivamente Madre Natura, perché questa particolare differenza è molto sentita nell’universo femminile del nuoto. Le nuotatrici sono forti, guerriere dell’acqua che si allenano insieme ai compagni maschi spesso più veloci di loro. Abituate a tener testa ad allenamenti durissimi anche in condizioni fisiche non ottimali, non si tirano certamente indietro nemmeno in quei giorni di ciclo mestruale, sfruttando l’acqua ed i movimenti del nuoto quasi come antidolorifico naturale. Se poi la “fortuna” vuole che ci sia anche una gara da affrontare, allora non si può che superare lo stress fisico ed emotivo e tirare fuori gli artigli, ovviamente smaltati e tirati a lucido.

La ceretta
Pratica in uso al nuotatore maschile soltanto in vista di una gara, diventa per una nuotatrice una lotta quotidiana. Non basta essere perfette una volta o due al mese, i costumi da allenamento sono crudeli in questo costringendoci ad andare in giro con le pinzette. In tutti gli zaini delle nuotatrici troverete un rasoio usa e getta per le emergenze e l’immancabile pinzetta da sopracciglia!

Lo smalto che si sbecca
Si decide di dare un tono alle unghie che si abbini al costume prescelto; si sceglie la migliore combinazione primer/colore/top coat; si tenta di asciugarlo con rimedi naturali e non, dal soffiare sulle unghie al passarci sopra l’aria calda del phon. Sembra perfetto, lucido e senza sbavature. Entri in acqua che ancora perfetto segue le tue bracciate, ma esci dall’acqua con pezzi di colore mancanti.

La vestibilità di giacche e vestisti
Il problema è far chiudere la lampo dietro i vestiti o indossare una giacca in modo perfetto senza che “tiri” sulle spalle. La soluzione? Appena una nuotatrice trova qualcosa che le scendi davvero bene sulle spalle, ne compra una di ogni colore disponibile, con buona pace della carta di credito.

madison-kennedy-laura-letrariLo shampoo del parrucchiere
La donna che nuota vede lo shampoo dal parrucchiere come un regalo da offrire alla propria testa soltanto in occasioni rarissime, per lo più quando il colore dei capelli è diventato indefinibile.
Ormai non ci si ferma nemmeno più davanti agli scaffali dei negozi pieni di prodotti per lo styling dei capelli, o peggio, nelle profumerie che espongono trucco.

Le nuotatrici donne sono abituate a vedersi acqua e sapone, ad affrontare anche obiettivi di fotografi nei meeting con la sola sicurezza della cuffia e degli occhialini. Il mondo della cosmesi è rimandato a quell’unico week end in cui non si avranno gare da disputare, perché riescono a sentirsi sicure della propria bellezza anche senza trucco.
Per chi invece desidera non rinunciare ad esaltare i propri punti di forza, via libera al mascara water resistant, magari per sottolineare lo sguardo felice quando toccata la piastra ci si libera degli occhialini per vedere il tempo stampato sul tabellone!

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Giusy Cisale

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