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Nuotare durante il ciclo mestruale, criticità ed equilibri emotivi di una nuotatrice

Ma siamo tutte Wonder Woman con una buona dose di resilienza, doppia rispetto agli uomini

Nuotare durante il ciclo mestruale è il fardello di ogni nuotatrice: puntuale o meno, arriva ogni mese, ma non tutte le nuotatrici affrontano i giorni X allo stesso modo.

Ci sono quelle che si prendono dei giorni di riposo dall’attività fisica, perché troppo a terra e troppo prese dai crampi e dal dolore per poter affrontare una sessione di allenamento e chi invece si butta in acqua nonostante tutto e affronta il lavoro impavidamente.

I maschietti non sempre riescono a comprendere cosa significa dover indossare un costume, o peggio ancora il costumone da gara, quando l’unica cosa che si vorrebbe fare è indossare il pigiama, avvolgersi in una copertina e stare sul divano con cibo di qualsiasi genere, attendendo la fine dei crampi.

Purtroppo non sempre ci è concesso questo lusso, anzi nei giorni X del ciclo, quasi sempre convergono tutti gli impegni importanti del mese.

Fortunatamente, insieme alle mestruazioni, le donne hanno ricevuto in dotazione anche una buona dose di resilienza, una dose doppia rispetto agli uomini.

Questa cosa ci permette di riuscire a fare cose in quei giorni davvero da Wonder Woman!

Nuotare durante il ciclo mestruale, le varie fasi

La settimana pre ciclo è caratterizzata da fame cosmica, rabbia improvvisa alternata a momenti che in napoletano si definiscono come pucundria: termine per esprimere uno stato d’animo complesso simile alla malinconia.

In quei giorni è meglio non dare fastidio alle nuotatrici, soprattutto non toccatele i piedi mentre nuotate: partite prima o dopo con più distanza del solito.

Non far sentire il fiato sul collo e non dare fastidio in alcun modo a una nuotatrice nei giorni del ciclo: uomo avvisato e mezzo salvato!

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Anche gli allenatori lo sanno, meglio non infierire troppo e in quei giorni anche il più cattivo dei coach diventa più comprensivo.

Fin da piccole, impariamo ad affrontare alla meglio questi giorni, ma i drammi non mancano mai. A chi non è mai capitato di andare agli allenamenti e scoprire di aver dimenticato i tamponi?

Ecco che parte la ricerca disperata di un assorbente e fortunatamente, la solidarietà femminile sarà sempre presente e non mancherà mai un’altra donna pronta a soccorrerti o a dirti che è tutto ok e puoi camminare senza problemi.

Pronta ad avvisarti se devi correre sotto la doccia, buttarti in acqua al volo o correre nello spogliatoio per evitare situazioni imbarazzanti a bordo vasca.

Ma c’è di peggio: a chi non è capitato che durante una gara, a sorpresa, arrivi il ciclo in anticipo?

È sicuramente il momento peggiore per una nuotatrice! Tra stress, ansia e adrenalina, l’unica cosa che non ti aspetti è l’arrivo del ciclo, che sebbene sia in programma, speri sempre che arrivi o qualche giorno prima o meglio, qualche giorno dopo la competizione.

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Nuotare durante il ciclo mestruale, i super poter di una donna

Si sa, il ciclo è donna e allora ti arriva quando meno te lo aspetti, magari mentre stai facendo un bel 200 misti e alla virata dorso/rana, i crampi bussano e non sai se vomitare, fermarti e uscire dall’acqua o continuare la gara.

Stringi i denti e arrivi alla fine, esci dall’acqua e corri piegata in due dal dolore nello spogliatoio alla ricerca di un qualcosa che ti possa dare sollievo.

Il ciclo durante le gare, capita prima o poi a tutte le nuotatrici ed è davvero un’esperienza brutta, a partire dall’aspetto costumone!

Già nei giorni normali, è un odi et amo, perché possiamo affermare che l’impresa di indossarlo, rientra in una delle fasi di riscaldamento pre gara!

Aggiungeteci le mestruazioni e cancellate la parola “amo” dalla frase odi et…: diventi tutta compressa al punto che vorresti stracciarti di dosso quel tessuto, che ti moltiplica per cinque volte ogni fastidio del ciclo.

Gareggiare con il pigiama ancora non è consentito. Si dovrebbe pensare ad un costumone adatto per i giorni X del calendario femminile.

Che non stringa sulle ovaie e che magari sia capace di massaggiarti, un massaggio simile a quando i gatti si mettono in grembo ed iniziano a fare movimenti che ricordano l’impastare, avete presente?

Questo è il dramma femminile delle nuotatrici, ma a volte può accadere che in alcuni mesi, gli ormoni ti sostengono in maniera diversa, dandoti addirittura più slancio e più forza per affrontare gli allenamenti ed anche le gare, al punto da farti sentire più acquatica che mai. 

Non è tanto una questione di emotività: il vero problema è che diventiamo insofferenti! Non sopportiamo niente e nessuno.

Se non siete donne non potete capire quello che dobbiamo sopportare ogni mese, quindi vi preghiamo di non stuzzicarci.

Ogni donna è una Wonder Woman e questa trasformazione coincide con lo sviluppo: diventiamo supereroine al primo ciclo!

I poteri aumentano con l’età e con l’esperienza. Non siamo abituate ad arrenderci e siamo molto resilienti.

Attenti voi altri e a non sottovalutare quello che può fare una donna, sanno essere molto testarde e determinate!

Buona acqua a tutti.

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MariaSofia Paparo

Studentessa presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie della navigazione, brevetto di sub, membro del Master Team Speedo.