Come migliorare fase subacquea e virate in allenamento

Ad aiutare atleti e allenatori, un interessante attrezzo utile a esercitare queste importanti fasi della nuotata

Come migliorare fase subacquea e virate in allenamento è la domanda che tutti gli atleti si pongono nel nuoto.

Subacquee e virate sono infatti croce e delizia del nuoto e dei nuotatori, perché influiscono in maniera importante sulle prestazioni a prescindere di come si nuota la restante parte della specialità, qualsiasi essa sia.

Il gap subacquee/virate si fa sentire soprattutto in vasca corta, dove oltre a essere più numerose rispetto alla vasca lunga, le virate e le conseguenti fasi subacquee rappresentano un’abbondante porzione di gara sulla distanza nuotata.

Un 200 metri in vasca corta di qualsiasi stile ad esempio, prevede circa 70 metri in subacquea, ovvero circa un terzo di gara! Viene da se che se virate e subacquee sono scarse, non basterà avere un’ottima tecnica di nuotata per pareggiare i conti ed evitare cattive prestazioni.

Non è un caso poi se nell’era del nuoto moderno la fase subacquea, definita anche quinto stile, ha rappresentato e rappresenta ancora una delle fasi di nuotata su cui si è lavorato di più per ottenere miglioramenti sulle prestazioni conseguenti a migliore efficienza e velocità della nuotata.

Le basi di una buona virata e fase subacquea si solidificano su un opportuno utilizzo delle gambe per eseguire al meglio lo slancio dal muretto e sfruttare bene l’abbrivio ottenuto all’uscita dalla virata.

Una buona virata e fase subacquea coincide inoltre con un buon assetto del corpo in acqua, che non si perde se questa fase viene eseguita correttamente, ma dipende anche da una buona capacità polmonare.

Per migliorare virata e fase subacquea, oltre alla tecnica sulla quale bisogna esercitarsi, vanno inoltre allenati lo scivolo e la sensibilità acquatica.

Esistono diversi esercizi per migliorare questi aspetti che portano poi ad eseguire una buona virata e fase subacquea, ma ad aiutare nuotatori e nuotatrici, esiste anche un interessante attrezzo per agevolare le esercitazioni che si chiama Flipper allena virata subacquea”.

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Questo attrezzo da allenamento è stato ideato non solo per allenare le virate e le fasi subacquee, ma anche per insegnare queste due fasi della nuotata a chi parte dai livelli di apprendimento.

Stiamo parlando di una barra morbida e galleggiante che è possibile collegare perpendicolarmente alla corsia e che permette di dare un chiaro riferimento all’atleta in uscita dalla fase subacquea.

Il Flipper può essere fissato a qualsiasi altezza della corsia e quindi a qualsiasi distanza dal muretto, così da consentire all’atleta di allenare la propria spinta e fase subacquea gradualmente, fino a riuscire a raggiungere la maggior distanza possibile in subacquea che da regolamento è di 15 metri, abbassando quasi a zero i rischi di errori o squalifiche e preparare l’atleta a sfruttare al massimo i vantaggi che si possono ottenere da una buona esecuzione di queste due fasi della nuotata.

Il modo in cui è stato realizzato il Flipper, consente inoltre di non intralciare tutta la corsia, ma solo metà di essa.

Tuttavia si può ad esempio valutare di fissarne due contemporaneamente, da una parte e dall’altra della vasca, per imporre agli atleti di esercitarsi costantemente e continuamente su virate e fasi subacquee durante tutto l’allenamento, come poi dovrebbe essere.

Perché una buona fase subacquea apporta notevoli vantaggi alle prestazioni?

Durante la fase subacquea il corpo è completamente immerso in acqua, aspetto che riduce la resistenza con l’acqua al minimo rispetto alla nuotata in superficie.

Da questo ne deriva che con una buona spinta data dalla gambata e con un buon assetto, si possono sfruttare al meglio i regolamentari 15 metri per accelerare la propria andatura.

Quali aspetti vanno curati per migliorare una virata e la conseguente fase subacquea?

Per prepararsi al meglio ad affrontare virate e fasi subacquee, è importante rinforzare i muscoli del core, ovvero dell’intera fascia addominale, curare l’assetto facendo attenzione in particolar modo alla posizione della testa e aumentare la capacità polmonare.

Alcuni piccoli consigli
  • per rinforzare i muscoli del core è possibile, allenandosi sempre in piscina, eseguire alcuni esercizi con la tavoletta, tra i quali tutti quelli con la tavoletta posizionata perpendicolarmente all’acqua, oppure semplicemente eseguendo gambate a delfino con l’utilizzo della tavoletta, anche nuotando sul dorso che ne aumenta le difficoltà e l’impegno muscolare;
  • per curare l’assetto durante la fase subacquea facendo attenzione in particolar modo alla posizione della testa, è bene crearsi dei riferimenti, come il fissare il fondo della vasca senza perderlo mai di vista, oppure, quando si nuota a dorso, fissare la copertura della piscina senza distogliere mai lo sguardo da essa;
  • per migliorare la capacità polmonare, può essere molto utile il regolare utilizzo dello snorkel che permette di allenare l’ipossia, incrementando la forza dei muscoli intercostali in conseguenza a un’inspirazione ed espirazione particolarmente forzate e aumentare la tolleranza all’anidride carbonica e il massimo consumo di ossigeno.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine